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Quenn of the Caribbean - The shadow of the Cobra
Capitolo 6
'Il Commodoro e il Corvo: il giorno e la notte'
Il Cobra osservava il porto dall'alto con quel suo
ghigno spietato e derisorio in viso.. quanto era stupidi quegli
isolani! Era fin troppo facile rigirarli a suo piacemento!
Da quando era arrivato non aveva fatto che tenere d'occhio le
sue 'prede' , se non fossero state tanto patetiche, avrebbe trovato
quasi esilarante il loro affannarsi giorno e notte per cercare
di trovare una soluzione al pericolo che sentivano incombere su
di loro.
Ma la soluzione non c'era!
Davvero Malasorte e il suo amante pirata erano così sciocchi
da pensare che non si fosse accorto di loro e della loro nave
nascosta in una baia a est della città?
Davvero quell'essere insulso di BlackCrow credeva di passare inosservato
seguendolo avvolto in quel suo sudicio mantello nero?
L'aveva usato fin dall'inizio: lui e quella petulante ragazzina
ficcanaso che era la figlia del Governatore.
Aveva fatto in modo che sentissero ciò che gli era utile
e, agendo di conseguenza riferendo i loro sospetti a chi gli stava
intorno, non stavano facendo altro che tessere al meglio la sua
trappola sviando i loro amici.
Davvero sciocchi, sì!
Anche se.. forse BlackCrow poteva rivelarsi un problema, non poteva
tenerlo sottocontrollo come avrebbe desiderato, dovendo limitare
i suoi movimenti per non attirare sospetti, dunque avrebbe potuto
combinargli qualche sorpresa indesiderata.. ma poteva trovarvi
un rimedio.
Yusuf gli aveva dato delle buone informazioni: dopotutto sembrava
che anche quel corvaccio fastidioso avesse dei famigliari, un
conto in sospeso e, dunque, un punto debole!
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Dov'era finito quel dannato arabo, galoppino del
Cobra?
Nicholas si guardò intorno perplesso, l'aveva seguito per
gran parte della notte e ora.. aveva girato in un vicolo ed era
svanito nel nulla.
Ringhiò frustrato sistemandosi meglio in testa il cappuccio
del mantello: era finito vicino al Forte, troppo vicino per i
suoi gusti.. e come se non bastasse ormai stava albeggiando..
doveva sparire!
Si voltò, ma una figura severa, alta quanto lui, fasciati
in raffinati abiti di broccato che costituivano una delle alte
uniformi della Marina, gli si era parato di fronte.
- Dunque siete voi il misterioso 'uomo in nero' che tanto inquieta
i cittadini di Port Royal. Fatevi riconoscere! Qual'è il
vostro nome? -
Quel tono sprezzante e autoritario, l'avrebbe riconosciuto tra
mille.. Quanti anni erano passati.. otto.. nove..
No, forse anche più di dieci, ma infondo James Norrigthon
non si smentiva mai. Era nato per essere un soldato, per seguire
la ferrea disciplina della Marina che tanto amava, e per dar sfogo
alla sua naturale inclinazione al comando.
Il pirata si tolse il cappuccio osservando con i freddi occhi
d'argento l'ufficiale che gli stava impettito d'innanzi. Seguì,
quasi con divertimento, la girandola di emozioni che si susseguirono
su quel viso, a poco a poco sempre meno marmoreo, mentre la consapevolezza
della sua identità vi si faceva strada.
Il Commodoro stentava a credere ai propri occhi.. lo pensavo morto
e invece ora.. suo cugino, Nicholas Norrigthon.. quello stesso
ragazzo che aveva disertato l'Accademia Nautica dodici anni prima,
per imbarcarsi con una fetida ciurma di pirati prendendo il soprannome
di BlackCrow, gli stava davanti, fissandolo con gelida spavalderia.
Per poco non gli venne da gridare per lo stupore!
Ma non poteva lasciarsi sopraffare dalle emozioni, non poteva
perdere il controllo.. Lui era il Commodoro, la sicurezza e la
tranquillità della città e dei mari lì intorno
dipendevano esclusivamente dalle sue decisioni, dunque doveva
mantenere il contegno e agire secondo le regole.
Eppure avrebbe, di gran lunga, preferito sbagliarsi, eppure non
c'erano dubbi sulla sua identità, nonostante gli anni passati:
il bel ragazzo moro che era stato un tempo, era ora un uomo davanti
a lui.
Gli stessi capelli lisci e neri come la pece, tanto che se sfiorati
dal sole assumevano delle striature bluastre, eredità di
quel padre gitano che non aveva mai conosciuto, ora erano lunghi
fino a superargli le spalle, gli stessi occhi argentati, ora solcati
da minuscole rughe d'espressione, gli stessi lineamenti del viso
fieri e cesellati, resi ancor più virili dagli anni trascorsi
e dal sole impietoso che gli aveva indurito la pelle rendendonla
di un colore simile al bronzo. Certo, poi, non bastavano un paio
di baffi neri e una barbetta sapientemente tagliata, simile quasi
a quella di Sparrow, a nascondere la cicatrice che lui stesso
gli aveva procurato sul mento da ragazzo mentre si stavano battendo
in uno dei loro innumerevoli duelli di allenamento.
- Nicholas -
- James -
Entrambi si erano raggelati, si fronteggiavo l'un l'altro continuando
a studiarsi come due fiere sul punto di combattere, ma senza che
nessuno dei due avesse davvero intenzione di compiere la prima
mossa.
- Mi dispiace per te Nicholas, ma sei agli arresti.. per pirateria!
- si decise infine a dire il Commodoro.
- Speri davvero che ti segua docilmente James? Non sei cambiato
affatto: pensi ancora che tutto il mondo debba seguire le tue
regole e se non lo fa ritieni di aver diritto di punirlo senza
remore! - gli rispose beffardo.
- Non sono io il disertore! Non sono io ad aver infangato il buon
nome di famiglia, lasciando l'Accademia per fare il furfante con
i filibustieri! -
- Certo che no, tu non potresti mai James! Non hai mai nemmeno
avuto il coraggio di chiederti se quello che sei ora, quello per
cui hai tanto studiato, sia quello che desideri realmente, sei
sempre stato troppo impegnato a eseguire gli ordini dello zio!
-
- Lascia fuori mio padre da questa conversazione! Se non fosse
stato per lui tu ti saresti ritrovato in un'istituto, o in mezzo
ad una strada! -
BlackCrow ridusse gli occhi a due lame taglienti.
Doveva aspettarselo che gli avrebbe rinfacciato il passato: il
'caro' zio Benedict che accoglieva il bimbo bastardo, frutto di
una notte di passione o forse di follia con uno zingaro, di cui
la sorella si era prontamente liberata fuggendo in Francia.
Già, ma che poteva aspettarsi da James?
Aveva avuto una vita troppo perfetta, troppo rigida e ben avviata
in un'unica direzione, perchè gli venisse anche solo il
sospetto che al mondo la via che si ostinava a percorre non fosse
l'unica e l'unica degna.
Erano cugini, coetanei, avevano passato l'infanzia insieme, avevano
frequentato l'Accademia insieme, ma non era mai stati davvero
legati. Il giorno e la notte, completamente opposti, per quanto
James era calmo e controllato, Nicholas era ribelle e sfacciato..
i due lati della stessa medaglia.. forse.. ma il pirata sapeva
bene che il giorno stesso in cui dodici anni prima aveva deciso
di lasciare la Marina per cercare la sua strada, si era bruciato
alle spalle tutti i ponti per ricostruire quell'amicizia che durante
la sua tormentata adolescenza aveva rappresentato l'unico legame
con quel cugino, così diverso da lui e il mondo, gelido
e programmato, di cui non si era mai davvero sentito parte.
Ora erano nemici.
Era destino che accadesse, proprio come tante volte il 'caro zio'
aveva malignamente profetizzato ricordandogli del sangue da vagabondo
che gli scorreva nelle vene e che faceva di lui, senza alcuna
possibilità di scampo, un 'indesiderato'.
Stirò le labbra in una smorfia amara e sguainò la
spada: se James voleva davvero catturarlo allora avrebbe prima
dovuto batterlo in un leale duello, combattendo con la stessa
onestà di cui avevano sempre fatto mostra entrambi quando
si misuravano da ragazzi, solo per gioco.
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Will aveva una strana sensazione, si sentiva osservato.
Era andato al Forte per finire di riparare alcune delle serrature
delle celle più vecchie, benchè il Commodoro gli
avesse chiaramente fatto capire che non c'era bisogno che si affrettasse
visti i suoi 'imminenti impegni matrimoniali' , come li aveva
cortesemente definiti, con un velo di amarezza che il giovane
non aveva mancato di avvertire.
Sapeva che il lavoro non era di estrema urgenza, ma preferiva
sbrigarlo tutto quel giorno, anche se ormai si stava facendo tardi,
pur di poter essere completamente libero l'indomani, il giorno
delle sue nozze, ed anche la settimana a venire.
Voleva dedicare quel tempo solo a Elizabeth, a costruire le prime
basi della loro vita insieme e, per quel che ne sapeva, la prima
settimana sarebbe stata fondamentale.
Conosceva abbastanza la sua fidanzata da essere certo che si aspettasse
la sua più completa dedizione in quel lasso di tempo, e
che, molto probabile, stava cercando, magari proprio in quel momento,
di carpire dalla cugina qualche dettaglio in più sui suoi
futuri 'doveri' di moglie.
Per poco non gli venne da ridere immaginandosi la scena e come
la non proprio pazientissima Lexi potesse reagire a quelle domande
indiscrete!
Non che lui avesse molta più esperienza di Liz in materia,
ma almeno come uomo, aveva avuto la possibilità di ascoltare
una quantità di racconti utili.. in più, come se
si sentissero responsabili per lui, suo padre e Jack quella mattina
gli erano piombati in officina con la scusa di dargli gli ultimi
'consigli' preziosi in vista della 'prima notte'.
Un cigolio sinistro lo riportò alla realtà scuotendolo
da quei pensieri allegri.
Si voltò di scatto rivolgendo lo sguardo alla cella più
lontana e più buia.. quella schiacciata contro la parete
nord.
Strano, pensò, per quel che ricordava il giorno prima non
vi era rinchiuso nessuno eppure adesso.. osservando meglio l'oscurità
sinistra appena mitigata dagli ultimi raggi del sole al tromonto
scorse un'ombra scura che si stagliava contro le sbarre e lo fissava
con strani occhi che rilucevano come metallo fuso.
- Chi è là? -
- Sei il fabbro.. Will Turner.. - non era una domanda.
La voce era profonda e sicura, insolitamente musicale, per via
di un particolare accento che era a metà tra la parlata
degli spagnoli e dei francesi.
William decise di avvicinarsi per vedere chi fosse il suo misterioso
interlocutore e rimase sorpreso nello scoprire che si trattava
di qualcuno che non aveva mai visto prima, nemmeno di sfuggita.
Un uomo, più alto di lui, con lunghi capelli neri, una
barbetta e un paio di baffi dello stesso colore, pungenti occhi
d'argento lievemente obliqui, che spiccavano in un viso fiero
e spigoloso, ma a suo modo decisamente affascinante, segnato dal
sole come rivelava la pelle color del bronzo, lo fissava con uno
strano misto di spavalderia e serietà.
- Devi fare attenzione ragazzo, tu e la tua sposa siete in pericolo.
Devi avvisare Malasorte, il Cobra è venuto per ucciderlo
e, prima, ha intenzione di rifarsi sulla sua famiglia. -
Il giovane corrugò la fronte: il Cobra? Doveva avvisare
Malasorte, di cui lui parlava come se fosse uomo? Erano in pericolo?
- Chi sei? Perchè dovrei crederti? -
- Di a Malasorte che BlackCrow lo manda ad avvisare dei piani
del Cobra, capirà. - stirò le labbra in una smorfia
amara e beffarda insieme, quindi gli voltò le spalle raggiungendo
il fondo della cella, acquattandosi nel buio.
Evidentemente il misterioso personaggio, che Will era quasi certo
fosse un pirata visti i modi e gli abiti scuri dall'aria vecchia
e consumata, non aveva intenzione di rivelare di più.
Continua ....
Deeply Depp
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