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Queen of the Caribbean - The shadow of the Cobra
Capitolo 4
'Dolore: ricordi e preoccupazioni'
Un viso d'angelo rigato di lacrime, occhi azzurri
colmi di terrore.. la passerella che veniva estesa da uno dei
fianchi della nave tetra dalle vele di sangue, e la giovane fanciulla,
piena di paura e di sgomento, che veniva costretta ad avanzare
verso il vuoto a piedi nudi, con la gonna lievemente sollevata
stretta nelle mani tremanti..
Poi risate, una voce tagliente e fredda come l'acciaio che le
chiedeva beffardamente se desiderasse aiuto.. lei che si voltava
a implorare.. un colpo di pistola che squarciava l'aria provocando
risate ancora più crudeli mentre il candido corpetto del
suo abito si tingeva del colore scarlatto che era la sua vita
che scivolava via.. in silenzio.
Lei era morta.. era riuscito solo a vedere quei pochi istanti
dal cassero della sua nave, il suo angelo, il suo unico amore
che scompariva tra i flutti in una nuvola di vesti bianche e capelli
d'oro.
Non aveva potuto fare nulla per impedirlo, nulla per evitarlo.
Ancora una volta rivisse la furia e il dolore che l'avevano acceccato,
nel silenzio e nel buio di misera e squallida stanzetta di una
locanda di cui nemmeno teneva a mente il nome.
Aveva dato ordine di attaccare, era andato all'arrembaggio con
i suoi compagni e aveva combattuto con una forza disperata che
l'aveva fatto somigliare a un demonio.. ma il vero demonio era
sull'altra nave: rigido e impettito sul cassero della sua imbarcazione
nera e cupa come l'inferno di cui portava il nome, seguiva la
battaglia con quei suoi occhi bianchi e privi di qualsiasi sentimento,
come se lo spettacolo a cui assisteva fosse ad un passo dall'annoiarlo.
Eppure, aveva scorto un ghigno sul suo volto e una luce soddisfatta
nel momento in cui vide saltare in aria ciò che rimaneva
della nave avversaria. E seguire con interesse e quasi morbosa
soddisfazione, la sistematica uccisione della ciurma nemica e
il conseguente liberare il ponte da quei corpi martoriati gettandoli
in mare, alla stregua di pesi superflui di cui liberarsi velocemente.
Solo lui era sopravvissuto..
L'avevano buttato in acqua con gli altri senza accorgersi che
era solo gravemente ferito ma ancora vivo.. si era costretto a
nuotare, a cercare l'aria ed era riuscito a salvarsi aggrappandosi
con le sole forze che gli venivano dalla disperazione e dal desiderio
di rivalsa ad un pezzo di legno che un tempo era la chiglia della
'Mermaid', modellata sulle sembianza di colei che aveva amato
così tanto.
La sua nave, quella di cui lui.. BlackCrow.. il migliore e il
più temuto tra i pirati del Mediterraneo era stato Capitano..
fino ad allora, giaceva sul fondo del mare, e con lei erano annegati
tutti i suoi sogni e le sue speranze.
Non gli era rimasto nulla.. solo odio e rancore.
Il Demonio era entrato nella sua vita, e l'aveva distrutta.
La sua dolce Isabelle, figlia di un nobile francese, sua innamorata,
e segretamente promessa sposa, era stata rapita da colui che nessuno
aveva mai visto e vissuto abbastanza per poterlo raccontare, ma
di cui tutti avevano terrore al solo udirne il nome.. Il Cobra.
Aveva sfidato il mare e il vento, aveva supplicato che gli fossero
favorevoli e gli permettessero di raggiungerla in tempo per salvarla
e invece.. era giunto solo per vederla morire..
Sentirle pronunciare ancora una volta il suo nome come una supplica
e una preghiera, prima che le profondità marine si eleggessero
a sua tomba.
E di nuovo quella risata.. fredda, metallica.. il Diavolo che
si compiaceva della propria perfidia.
Eppure, nonostante tutto, nonostante avesse perso il suo amore,
il suo cuore, la sua nave e la sua ciurma.. nonostante la tremenda
ferita che gli solcava il torace dalla spalla destra al fianco
sinistro come a volerlo dilaniare a metà.. come già
il dolore aveva fatto quel giorno ormai lontano.. lui era sopravvissuto,
e lo aveva visto..
Aveva visto il Demonio in volto.
Conosceva, unico fra tutti, il suo nemico.
E presto avrebbe trovato vendetta.
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Will stava battendo su un incudine il ferro ancora incandescente
che avrebbe formato la lama di una delle sue spade quando la porta
sul retro della bottega si spalancò di colpo e qualcuno
gli arrivò alle spalle.
Si girò di scatto e si ritrovò scrutato da due canzonatori
e maliziosi occhi scuri che lo analizzavano da capo a piedi.
Abbigliamento trasandato, movenze insolite e quasi effemminate,
un sorriso costellato di bagliori dorati, ciondoli che adornavano
lunghi e ribelli capelli castani, e un inconfondibile odore di
salsedine e di rum che lo accompagnavano ovunque.
- Jack?! - era del tutto incredulo e per poco non lasciò
cadere il martello a terra per lo stupore.
- Capitano Jack, se permetti! - lo corresse lui con la stessa
pedanteria di sempre su quel punto che, per lui, era di vitale
importanza - Allora, come se la passa il nostro giovane promesso
sposo? Paura che la dolce metà scopra che tu sia eunuco
davvero? - lo provocò quandagnandosi un occhiataccia in
tralice.
- E' meglio che non ti risponda! - sbuffò - Si può
sapere che ci fai qui? Il matrimonio è tra tre giorni,
e mi pare che abbiate l'amnistia solo per ventiquattro ore.-
Jack scrollò le spalle e andò a sedersi su un panchetto
lì vicino, con quella sua strana grazia quasi ipnotica
che gli era tipica. Bevve un lungo sorso di rum dalla fiaschetta
che, molto probabilmente, aveva rubato a Gibbs e lo guardò
con uno dei suoi sorrisi enigmatici - Donne, che altro? Alexis
era preoccupata per la dolce cuginetta. -
- Alexis? Non mi dirai che Capitan Sparrow ora gestisce la sua
vita in base alla sua compagna! - anche se sapeva già la
risposta visto che lui stesso si sarebbe comportato in egual modo,
la tentazione di punzecchiare il pirata, per una volta che ne
aveva l'occasione, era a dir poco irresistibile.
- Non farti strane idee ragazzo, non volevo perdirmi l'opportunità
di vedere quante cose stupide riesci a fare in tre giorni, comprendi?
- sorrise e bevve di nuovo.
- Certo, come no! E la Perla? La ciurma? Dove sono? - sapeva che
tanto con lui era inutile discutere, diceva solo quello che voleva
e sembrava che nessun altro potesse agitarlo o imbarazzarlo.
Nessuno, escluso Lexi, molto probabilmente.
- Al sicuro in una baia a est di Port Royal, basta passare nella
boscaglia e nessuno ti vede. Uhm.. a proposito di questo.. domani
Bill vuole venire da te, ha borbottato qualcosa su un oggetto
che vuole darti. -
- Va bene. - annuì il giovane corrugando lievemente le
sopracciglia.
Erano passati più di sei mesi da quando aveva scoperto
che il Vecchio Roger era in realtà Sputafuoco, suo padre..
ma ancora adesso non riusciva a rivolgersi a lui in quel modo..
ancora stentava a trovare con lui un legame, a dimenticare il
passato, e comprendere le sue ragioni.. aveva bisogno di altro
tempo.
- Piuttosto, sono curioso di vedere il tuo abito da cerimonia!
Niente cappello con un pollo spennato sopra, mi auguro! - il ragazzo
sbuffò contrariato e il pirata rise mentre lo vedeva salire
al piano di sopra, dove si trovava la stanzetta in cui dormiva
e teneva le sue poche cose, ridiscendendone, poco dopo, con in
mano un bel completo ocra bordato di quelli che sembravano fili
d'oro, accompagnato da una nuovissima camicia di batista immacolata.
- Non male.. non male, davvero! - approvò - La tua sposina
sarà soddisfatta, e lo sarà anche di più
se riuscirai a dimostrarle, la prima notte, di essere uomo e non
un eunuco! -
- Ma non ti sei ancora stancato di questa storia? E poi pensa
per te! - sbottò quasi esasperato - Alexis deve essere
una vera santa per sopportarti, visto che non sei nemmeno suo
marito! -
Il bucaniere si rabbuiò di colpo guardandolo storto - Che
vorresti dire? -
- Mi sembra ovvio, Alexis ed Elizabeth sono cresciute insieme,
sono simili in molte più cose di quante tu non credi! Non
hai mai pensato che forse anche a Lexi piacerebbe avere un bell'abito,
una celebrazione, e un banchetto.. Insomma un matrimonio come
si conviene? - si bloccò di colpo vedendo quando cupo fosse
diventato il viso del pirata a quelle parole.
Aveva voluto solo rispondergli per le rime, e farlo riflettere
su un punto, che a giudicare dagli inteminabili discorsi di Liz,
era fondamentale per una ragazza.. Pensava che lui avrebbe liquidato
il tutto con la solita battutta e invece.. nulla. Cosa gli succedeva?
- Jack, che c'è? -
- Nulla, giovane Turner, buonanotte! - e prima che lui potesse
anche solo provare a fermarlo il filibustiere era già sparito.
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- Volete agire subito dopo il matrimonio della figlia del Governatore?
- il turco guardò sconcertato il suo Capitano.
- Esattamente Yusuf, colpiremo Malasorte quando meno se lo aspetta
e là dove fa più male.. la sua famiglia! -
- Ma Capitano non avete già.. -
- Taci, cane! Quello non era abbastanza! Malasorte non c'entrava,
era un conto aperto tra me e l'Ammiraglio.. ma ora, tocca a lei!
-
- Sì, signore.. come ordinate! -
Aveva captato solo poche frasi che i due loschi e tetri figuri,
nascosti all'ombra di un vicolo, si erano scambiati, ma gli erano
bastate per capire che non aveva molto tempo a sua disposizione.
Se voleva avvertire Malasorte e allearcisi avrebbe avuto una sola
occasione..
Un'unica occasione perchè la storia non si ripetesse e
un'ignara e innocente fanciulla ci andasse di mezzo..
.. Il matrimonio ..
Continua....
Deeply Depp
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