Queen of the Caribbean - The shadow of the Cobra
Capitolo 2
'Dubbi: l'Ammiraglio Havery'

Jack bevve un lungo sorso dalla bottiglia di rum che aveva appoggiata davanti, sul tavolo scuro e non proprio lindo, della rumorosa e caotica taverna in cui si era incontrato con il Vecchio Roger, appena tornato da Port Royal.
- Così abbiamo l'amnistia.. -
- Sì, infatti, ma solo per un giorno.. il 12 di febbraio. -
- Lexi, sarà contenta. - sospirò il pirata più giovane bevendo nuovamente. Sembrava sempre lo stesso, sempre perennemente ubriaco o perso in pensieri che nessuno poteva comprendere, ma all'anziano lupo di mare non sfuggì la strana luce che gli illuminava lo sguardo, la stessa che aveva avuto lui molti anni prima pensando all'unica donna che avesse mai amato.
- Cosa ti preoccupa? -
- Nulla, vecchio mio! - accennò il suo tipico sorriso ma gli valse solo un'occhiata scettica - Lei.. se capisse che Port Royal le manca? - accennò poi, quasi di malavoglia.
Sputafuoco per poco non scoppiò a ridere.
La figlia di Erin 'Badluck' Daverou, temebile corsaro conosciuto come Malasorte e ora uno dei migliori pirati che Tortuga avesse da offrire, proprio come sua madre, che sentiva la mancanza di ricevimenti, balli, trine e merletti?!
Certo, che l'amore dava veramente alla testa! Se solo pensava a come era stato lui venti anni prima, quando aveva incontrato la sua Rose.. probabilmente perfino più patetico, agitato, e confuso di come lo era Capitan Sparrow in quel momento.
- Ah ragazzo! Io ti avevo avvertito di stare in guardia, ma tu ci sei cascato con tutte le scarpe! - fece una pausa solo per godersi l'occhiata assassina che gli venne rivolta - La conosci ormai, l'hai vista, sono sei mesi che vive con noi, come noi, è una pirata nata! Non devo certo dirtelo io! -
- Questo lo so! E non chiamarmi 'ragazzo', non sono il tuo caro figliolo fabbro, vecchio caprone! - borbottò contrariato - Ma oltre che pirata, è anche figlia di un Ammiraglio, e un'aristocratica.. l'avessi vista stasera mentre si provava il vestito per la cerimonia.. - si incupì bevendo di nuovo, un sorso anche più lungo dei precedenti, e lasciando cadere la frase.
Era entrato in cabina e si era ritrovato davanti una visione, una fata dai capelli di fuoco avvolta in un magnifico abito di seta viola, che la faceva sembrare così eterea ed elegante, quasi una principessa uscita dalla più bella delle fiabe.
- Quindi è questo il vero problema! Il grande Capitano Jack Sparrow teme di non essere all'altezza della sua donna! -
Silenzio.
Aveva colto nel segno.
- Jack.. Jack, dammi retta, almeno stavolta, ti fidavi di sua madre.. fidati di lei! -
- Lo sai, vecchio? Non c'è gusto a parlare con te! Sono IO il Capitano, ma tu non solo te ne dimentichi, mi tratti, perfino, come se fossi un marmocchio che ha bisogno di consigli! -
- Come ti pare! Resta qui a ubriacarti da solo allora, vado io a far compagnia alla tua ragazza! - aveva capito.
Era inutile discutere, non voleva aiuto nè soluzioni, voleva solo starsene lì a commisserarsi e a bere da solo per un po', e poi sarebbe tornato quello di sempre.
Quello che Bill non poteva sapere però, era quanto in realtà fossero seri e radicati i dubbi di Jack.
Lui gli aveva paragonati a quelli che si era fatto vent'anni prima, quando aveva incontrato e si era innamorato della madre di Will, una semplice cameriera inglese, ma centinaia di volte più colta e raffinata di quanto mai avrebbe potuto sperare di esserlo lui.
Per Sparrow invece i tormenti erano nati proprio dalle notizie che l'anziano bucaniere gli aveva portato.
Al ricevimento di nozze ci sarebbe stata tutta l'alta società di Port Royal, perfino ospiti giunti appositamente dall'Inghilterra: come avrebbe reagito Alexis? Avrebbe riconosciuto volti familiari? Sarebbe divenuta preda della nostalgia di quel mondo dorato che aveva lasciato tanto in fretta? Oppure vedendo la felicità tranquilla e serena di Elisabeth e William finalmente sposi, avrebbe deciso che era ciò che anche lei desiderava? Che un pirata, una nave, e una vita di continue avventure non bastavo a soddisfarla?

____________________________


Il postale brittanico che ogni giovedì attraccava a Port Royal era appena arrivato in porto, ed il primo a scendere fu proprio la persona che il Governatore, lì in piedi sul molo con indosso uno dei suoi abiti più costosi e raffinati, aspettava con tanta impazienza.
L'Ammiraglio Havery, un uomo decisamente alto, con una figura snella e asciutta, che però celava un'insospettabile resistenza e forza, scese dalla passerella con passi lenti e sicuri, simili a quelli di un predatore a caccia. Si fermò per un'attimo al centro della banchina, osservando chi gli stava intorno: aveva occhi insolitamente chiari dal taglio obliquo e stretto, che gli conferivano un'espressione perennemente sospettosa, quasi.. pericolosa. Il suo volto non era meno sconcertante: di un pallore quasi innaturale, con lineamenti duri e spigolosi che richiamavano la sua intera figura, così come il suo carattere.
Scorse lord Swann tra la folla e stirò le sottili labbra in un impercettibile sorriso che non riuscì, comunque, a mitigare la freddezza quasi spietata che gli aleggiava intorno, si sistemò il raffinato tricorno nero ornato di piume bianche sul capo, nascondendo così i capelli, legati in uno strettissimo codino come era d'uso, di una tonalità di biondo così chiara che quasi tendeva al bianco, che però, ormai alla soglia dei cinquantanni, erano cosparsi di ciocche d'argento, e si diresse verso di lui.
- Lord Havery, è un piacere avervi qui a Port Royal! Avete fatto buon viaggio? -
- Sopportabile, Governatore. Vi ringrazio dell'invito e della vostra ospitalità! - aggiunse facendo un elegante inchino.
- Ne sono lieto, venite, da questa parte, la carrozza ci aspetta. - Lord Swann gli fece subito strada tra la gente che si accalcava intorno alle banchine, quasi non prestando attenzione alle occhiate fredde e indagatrici che il suo nuovo ospite scoccova a chi aveva intorno, preso com'era a fare gli 'onori' come si conveniva, intavolando un'amabile conversazione.

_________________________________


Jack si trascinò in cabina quando ormai era notte fonda, erano anni, forse da quando Barbossa gli aveva rubato la Perla Nera, che non beveva più così tanto.
Buttò giacca e tricorno a terra senza prestare attenzione a dove cadessero e si lasciò andare di schiena a peso morto sul letto..
- Ehi! - un'esclamazione indignata, poi una lampada ad olio che veniva accessa in tutta fretta e avvicinata al suo viso - Jack, ma come ti sei ridotto?! - preoccupazione e mani gentili che gli sfioravano i capelli allontanandoli dal viso, scoprendo graffi e lividi che si stavano formando.
- Una rissa.. tesoro.. solo una rissa.. - biascicò quasi sorridendo, e poi chiudendo gli occhi, arrendendosi alla spossatezza che aveva in tutto il corpo.
Alexis lo guardò incredula, era normale che lui si ubriacasse, anche se non ricordava di averlo mai visto arrivare a certi livelli, ma di solito non amava sprecare energie inutili facendo a botte, e quella sera invece.. non solo lo aveva fatto, ma ne era anche uscito decisamente malconcio.
Qualcosa non andava, non era da lui.
Sì affrettò a riempire d'acqua fresca una bacinella e con una pezza di stoffa cominciò a pulirgli lentamente i graffi, dopo che lo ebbe messo disteso sul letto e levato gli stivali.
Si era addormentato di colpo, senza neanche darle il tempo di chiedergli spiegazioni, e ora che stava lì a medicarlo, mentre lui riposava con l'aria innocente di un bimbo dopo che aveva fatto chissà quale marachella, non potè fare a meno di sorridere.
- Ti prenderei volentieri a pugni io, per come ti sei ridotto, Capitano.. - sospirò, posando la bacinella sul comodino e sedendoglisi accanto, sfiorandogli le ciocche castane in un gesto quasi materno - Ma sappiamo entrambi che non lo farò. Ho capito in questi sei mesi che qualunque cosa tu faccia, per quanto bizzarra o sconcertante, c'è sempre una giustificazione.. un motivo logico, che magari nessun'altro sa tranne te. - sorrise e gli baciò appena le labbra che ancora sapevano di rum - Riposa tranquillo, Capitano.. domani parleremo. -
Quindi gli si distese accanto sospirando, lo abbracciò posandogli la testa sulla spalla e lasciò che Morfeo trasportasse anche lei nella sua scura terra di sogni.

Continua....


Deeply Depp