Capitolo 5
Il vento era cambiato.
Jack manovrava il timone:
- Issate la vela di trinchetto!- ordinò per sfruttare
a pieno il vento.
- Me ne occupo io ! - dissi arrampicandomi velocemente sull'albero.
Arrivai sul picco e sciolsi i cavi che mantenevano la vela ammainata.
Wilson legò la parte inferiore alla boma.
Rimasi seduta lassù a guardare l'orizzonte. Il mare tinto
d'argento rifletteva le spesse nubi che incombevano minacciose
nel cielo.
A un paio di miglia la Evil Rose seguiva la nostra stessa rotta.
Sbuffai. Avevo una brutta sensazione; senza contare il fatto
che, a causa di quello che stava accadendo, sulla nave c'era
una strana tensione.
Ma qualcosa mi diceva che era Jack quello che aveva di più
a che farci con questa storia. Lo avevo capito dall'espressione
che aveva fatto quando Drake aveva nominato Stone. Da allora
erano passate tre settimane, e tutti evitavano di parlarne.
Ormai doveva mancarci poco per arrivare a Tortuga:
- Hei ragazzina se hai fame ti conviene scendere
- la
voce di Wilson mi riportò alla realtà: -Ragazzina
a chi ?!- scesi sul ponte :
- Non ho fame
- dissi-
vado a fare un sonnellino-
ero proprio esausta. Avevo passato la giornata a pulire il ponte
della nave con Dale e Bolger: -Non dimenticarti che stasera
abbiamo il primo turno di guardia-
- Tranquillo -
Scesi sottocoperta. Quando arrivai in cabina slacciai la cintura
con le mie armi buttandola a terra e mi lasciai cadere a peso
morto sul letto.
Ripensai a quando Mary, giorni prima, mi raccontò, traboccante
di entusiasmo, ciò
che era successo tra lei e Rob. Chiusi gli occhi sorridendo.
Almeno era capitato qualcosa di bello in quei giorni
- Joe svegliati!!-
- NO!!!-
qualcuno mi strattonò-
è stato un sogno
solo
un sogno
-
spalancai gli occhi sussultando. Mary era vicino a me. Era stata
lei a svegliarmi.
Mi alzai a sedere sul letto stropicciandomi gli occhi:
- Mary
sei tu
Diavolo che sogno orribile
-mi
veniva la pelle d'oca solo a pensarci.
Mi accorsi solo dopo che con lei c'era Rob. Evidentemente erano
scesi in cabina per stare un po'
ehm
in santa pace
Guardai fuori dalla finestra. Era buio . Avevo dormito una giornata
intera:
- Diamine! Ho il primo turno di guardia con Wilson!!- Mi alzai
dal letto afferrando la mia cintura. Corsi verso la porta -
Io vado
fate
Ehm
buon riposo
-
Mary mi guardò come se avessi battuto la testa ma non
le lasciai il tempo di dire nulla perché chiusi la porta
correndo in coperta.
Dietro una coltre di nubi s'intravedeva la luna piena.
Mi guardai attorno Wilson non c'era. Risedetti vicino al timone
accovacciandomi con le ginocchia vicino al petto. Chiusi gli
occhi e appoggiai la testa sulle ginocchia sbuffando.
Quell'incubo mi aveva letteralmente spiazzato. Sembrava così
reale
quasi
come un flashback
D'un tratto una mano mi toccò la spalla facendomi spaventare:
- Wilson!!Diamine mi hai fatto prendere un colpo!!-esclamai
Il ragazzo si sedette vicino a me ridendo: - Come sei impressionabile
-disse
- Chiunque si sarebbe spaventato colto così di sorpresa
ti pare?!- ero di pessimo umore e di questo anche Wilson se
ne era accorto.
Cacciò dalla tasca una mela e me la porse: - Prendi
non
hai mangiato niente né oggi né stasera.-
Gli sorrisi prendendolo in giro : -Come siamo premurosi eh?!-
- Veramente ho sempre qualcosa da mangiare con me. Non si sa
mai
- rispose facendomi l'occhiolino.
Quel ragazzo riusciva sempre a farmi tornare il buon umore quando
ero giù di morale.
Poi, ora che ci pensavo, avevo un po' fame. La presi ringraziandolo
e cominciai a mangiarla.Poi mi decisi a parlare: - Wilson
chi
è questo Stone?-
- Non sappiamo neppure se è lui la persona di cui parlava
Elis
-
- Ti prego
- dissi-
ho bisogno di sapere
-
Wilson si voltò a guardare davanti a sé :- E'
un bastardo
ma non sono io la persona che dovrebbe parlartene
-
- E' Jack?-
Il ragazzo annuì
- E' stato lui a ucciderlo anni fa
-
Una voce estranea interruppe Wilson.
Entrambi ci voltammo. Davanti a noi il Capitano con le braccia
conserte e il capo chino da un lato ci guardava come per rimproverarci:
- Dolcezza
-mi disse-
non dovreste impicciarvi degli
affari che non vi riguardano
-
Guardai Jack dritto negli occhi: -Invece mi riguardano eccome-
affermai con decisione
-E cosa te lo fa credere?- chiese lui
-Faccio anche io parte della ciurma!!!-
-Oh!non lo metto in dubbio
ma questa è una faccenda
che riguarda solo me!
sentenziò il capitano.
- Non se ci va di mezzo altra gente!!- sbottai
Una strana espressione si tinse sul volto di Jack :
- Stone è affare mio e non permetterò che ci vada
di mezzo altra gente
non lo permetterò
ora
tesoro ti lascio al tuo turno di guardia
-si voltò
e fece per andarsene. Mi alzai di scatto.
Volevo fermarlo ma Wilson me lo impedì: - Lascialo stare
ora
non è il momento
.-
Perché quelle sensazioni che provavo non erano nuove
per me? Perché sentivo tutto questo anche come un problema
mio?
Il giorno dopo:
- TERRA IN VISTA!!!- urlò Cyd dall'albero maestro. Eravamo
arrivati. Jack guardava con il suo cannocchiale l'isola di Tortuga.
Fissavo il capitano ma non volli avvicinarmi temendo che fosse
adirato con me per la sera prima.
Una pioggia scrosciante cominciò a cadere .
Mary mi si avvicinò. Le avevo confidato tutto quello
che era accaduto : - Coraggio va a parlarci
- mi disse
- E se ce l'ha con me?-
- Non lo saprai mai se non vai
Forza, questa insicurezza
non è da te-
- Hai ragione!!-risposi
Trassi un respiro profondo e mi avvicinai a Jack:
- Hei
-dissi -
bella giornata per tornare eh?
-
Lui si voltò verso di me . La pioggia cadeva imperterrita
eravamo tutti zuppi dalla testa ai piedi. Ci sfuggì una
risata. Poi tornando seria gli dissi :- Scusa per ieri
non
avrei dovuto insistere su quella faccenda
-
- Tranquilla tesoro
-disse lui lanciandomi uno di quegli
sguardi che solo lui è in grado di fare -
è
normale essere preoccupati
-
- Non
non è solo questo
-dissi quasi sotto
voce
Jack mi guardò con aria interrogativa
- E' come se tutta questa ansia l'avessi già vissuta
questa
paura
-
Dall'espressione che fece sembrava avermi capito:
- Capitano! L'Evil Rose si sta avvicinando- Disse John
- Bene
gettate l'ancora. Calate una scialuppa. Mary, Wilson
, Rob, Joe e Dale venite con me a terra. Tutti gli altri restino
sulla nave. Aspettate un mio segnale per scendere o salpare.
Arrivammo sull'isola. Anche Elis e Drake avevano calato una
scialuppa portandosi quattro uomini.
Un lampo squarciò il cielo subito seguito da un tuono.
Arrivammo in città e tutto sembrava normale. Era Jack
a guidarci come se sapesse dove andare. Arrivammo alla locanda
di Black. Li capimmo che il capitano aveva visto giusto: cadaveri
giacevano davanti all'osteria. Sentivo l'ansia salire sempre
di più. Impugnammo le nostre armi. Quando entrammo vidi
che tutto era distrutto. Ogni cosa ridotta a un ammasso di carcasse
e tavoli distrutti o scaraventati vicino alle pareti
Sentimmo un rumore ci voltammo pronti ad attaccare, quando Jack
si accorse che a terra dietro al bancone tra i vetri rotti delle
bottiglie di liquore c'era Black
ancora vivo
Velocemente cercammo di aiutarlo bloccando il sangue che usciva
dalle ferite.Aveva il viso conficcato da schegge di vetro:
- Lasciate stare
ormai non serve più - sussurrò
stentatamente
- Chi ti ha ridotto così?
- chiese Jack -
è stato lui?
-
-Jack
.-un rivolo di sangue usciva dalla bocca dell'uomo
ogni volta che cercava di parlare
- E' STATO LUI??-
Black annuì.
Vidi lo sguardo di Jack raggelarsi
-Ascolta
-disse l'uomo -
prendi il modellino del
vascello
Stone cerca una cosa
una cosa che mi affidò
mio fratello anni fa per proteggerla c'è
anche
un tesoro
-dei colpi di tosse lo costrinsero a fermarsi-
un tesoro talmente grande che neanche la più fervida
mente può immaginare.- si fermò per un attimo
poi con affanno continuò-
Lui ha preso una parte
della mappa
ma
senza il vascello..non troverà
nulla
Ray sarebbe orgoglioso di te
-
Jack lo guardò esalare l'ultimo respiro. Con una mano
gli chiuse gli occhi : -Riposa in pace vecchio mio
salutami
Ray
-
Non mi ero mai sentita così vuota come in quel momento
.
- Jack
-lo chiamò Elis -
tutto bene?-
"Il passato è passato
bisogna vivere il presente
e pensare al futuro
"anche questo voleva dire essere
un pirata
Il capitano annuì.
Dopo alcuni attimi di silenzio si voltò verso di noi
con un mezzo sorriso :
-Prendete il veliero
c'è un tesoro che ci aspetta
-
continua