Capitolo 4
Mary era davanti al timone in compagnia di Rob.
Toccava a loro il primo turno di guardia. Controllavano la rotta
per evitare che la nave prendesse una direzione diversa e li
portasse nella parte opposta dei Caraibi.
Con l'aiuto della bussola, cercavano di tenere la giusta rotta
verso Tortuga.
Nessuno dei due parlava. Tutti sembravano piuttosto strani,
direi quasi in ansia dal giorno in cui avevamo parlato con Drake
e Elis.Quello Stone, poi incuriosiva molto me e Mary, ma tutti
evitavano di parlarne, cosa ancra più ambigua. Rob ruppe
il silenzio: - Preoccupata?
-
-Potrei farti la stessa domanda
-
-
Rob
-lo chiamò poi dopo alcuni attimi di
silenzio.
- ?-
- Chi è questo Stone?-
Il ragazzo dapprima non rispose. Poi, senza guardarla disse:
- Nessuno per cui valga la pena parlarne
-
- Dall'espressione che avete fatto quando Elis lo ha nominato
non direi proprio
-
-Te ne parlerò se ce ne sarà bisogno
-
- Ma
-
- Sta tranquilla e fidati
va bene?- Mary annuì senza
troppa convinzione volgendo lo sguardo al timone. Odiava quando
le si dicevano cose solo per metà.
Ad un tratto si resero conto che il vento era aumentato e il
mare stava ingrossando. Si doveva ridurre la velatura:
- Resta qui controlla il timone. Me ne occupo io- disse Rob
Tirando degli stragli, ammainò una delle vele e si arrampicò
sull'albero per andare a legarla. Scese e si avvicinò
al parapetto per sistemare dei cavi.
Con il vento sempre più forte, Mary aveva difficoltà
a governare la nave.
Dovette virare improvvisamente a tribordo e le vele, guidate
dal vento, cambiarono direzione. La boma (l'asta orizzontale
fissata all'albero)girando, colpì Rob nel fianco che
cadde a terra dolorante:
- Oh no!Rob!!- urlò Mary correndo dal ragazzo : - Ti
prego! Scusa!!Non volevo
Oh
ti ho fatto male?-
Il viso preoccupato della ragazza si trovava a pochi centimetri
da quello di Rob che la guardava senza parlare
la sua mano
sfiorò dolcemente una guancia di Mary.
Alzò la testa quel po' che bastava per poggiare le labbra
su quelle della ragazza che ne rimase sorpresa ma dentro di
sé, sapeva di aver sempre desiderato quel momento.
Quando le loro labbra si separarono, continuarono a guardarsi
negli occhi senza parlare:
- IL TIMONE!!!- esclamò poi Mary alzandosi e correndo
a fissare il timone nella giusta rotta fissandolo con una corda.
La cosa, però era piuttosto complicata:
-Lascia
ti aiuto
-disse Rob che si era alzato e avvicinato
a lei. Fissò ben bene il timone.
Mary non disse nulla. Semplicemente si limitò a guardarlo
mentre l'aiutava
era così dolce
- Ecco fatto
- disse Rob voltandosi verso di lei e sorridendole.
A quel punto Mary non seppe resistere .
Gli strinse le braccia intorno al collo e lo baciò come
se non avesse aspettato altro dal primo momento in cui l'aveva
visto.
Rob le cinse la vita e si lasciò trasportare da quel
gesto tanto dolce quanto appassionato.
Si separarono solo per riprendere fiato, senza però allontanare
i loro volti uno dall'altro. Fronte contro fronte
si guardarono
negli occhi e risero entrambi.
Mary nascose il suo viso tra la spalla e il collo di Rob mentre
lui la stringeva teneramente tra le sue braccia.
continua