Capitolo 1
Avevamo da poco attraccato nella città di Tortuga.
Mary ed io nonostante ci sentissimo un tantino spaesate, rimanemmo
colpite da quella città che chiunque avrebbe definito
un rozzo cumulo di pirati puzzolenti di rum e prostitute ma
per noi era molto di più
per me era tutto
Poter finalmente lasciare alle mie spalle il passato che in
fondo non mi era mai appartenuto e man mano diventava sempre
più offuscato. Liberare ciò che avevo dovuto reprimere
fino ad allora; i miei istinti, la mia sete di avventure e di
divertimenti senza freni
la Black Pearl era la nave che
ci aveva trovate mentre vagavamo su una piccola scialuppa sotto
il sole cocente del mar dei Caraibi.
Ma non aveva nessuna importanza come ero arrivata su quella
nave ora perché nel mio cuore avevo sempre saputo che
la mia vita sarebbe stata diversa da come gli altri se l'aspettavano
e che Mary provava le stesse cose.
Quando eravamo due bambine, eravamo solite scappare nella foresta
e giocare ai pirati, arrampicandoci sui rami degli alberi fingendo
di possedere una nave.
- Signore
benvenute a Tortuga!!-esclamò Jack ondeggiando
la mano davanti a noi come era suo solito fare.
Jack Sparrow era il comandante della nave un tipo molto strano
con i suoi modi di fare sembrava perennemente ubriaco.
Ma i suoi occhi furono la prima cosa che notai quando aprii
gli occhi e lo trovai a pochi centimetri dal mio viso
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FLASHBACK
"
Mi resi conto di essere sdraiata sul ponte di una
nave. Sentivo una forte debolezza negli arti e avevo sete.
Rimasi a fissare quegli occhi per po', non dissi nulla. Erano
così profondi
fu lui a rompere il silenzio:
- Dolcezza ti sei ripresa?-
Dolcezza?! Lo spinsi alzandomi a sedere con forza. Mi girava
la testa per il troppo sole.
Quando riuscii a focalizzare ciò che mi circondava capii:
Pirati
siete dei pirati
- scoppiai a ridere. Mi alzai
barcollando sotto lo sguardo
Stupito e in un certo senso divertito della ciurma.
- Dov'è la mia amica?- domandai acquistando stabilità
- Sta bene dolcezza è sottocoperta sta mangiando un boccone-
mi rispose quello
Strano pirata. Si avvicinò ondeggiando, poi si tolse
il cappello lasciando scoperta la bandana color rosso fuoco
che aveva, e s'inchinò:
- Capitano Jack Sparrow
per servirvi
-
- Bene capitano!- dissi -penso che anch'io manderò giù
qualcosa
- feci per
Andare:
- Non così in fretta!- sentenziò Jack che si rimise
il cappello e avvicinandosi ancora
di più a me disse:
- Se permette, cosa ci fanno due dame vestite da uomo nel bel
mezzo dell'oceano? Signorina
-
- Sono JOE! E sono scappata di casa con la mia amica
-
- E di grazia, perché?-
- Non sono affari che vi riguardano CAPITANO!
-
Quella provocazione stupì Jack che però subito
dopo, chinando il capo da un lato, roteò su se stesso
verso il resto della ciurma con un'espressione di finto sconvolgimento
per poi tornare rivolto verso di me.
Alzò l'indice verso la mia faccia e disse: -
Lo
sapete che con un pirata non si scherza? Specie se vi trovate
sulla sua nave
-
Ma chi ha detto che scherzavo?-
- Non mettetemi alla prova
signorina
-
- IL MIO NOME E' JOE! E per vostra informazione CAPITANO! Non
ho per nulla paura delle vostre minacce! So difendermi benissimo!-
Jack scoppiò a ridere:
-A me una spada!- gridò
Subito un vecchio ciccione barbuto gli cedette la spada: - Grazie
John!-
Poi il capitano la porse a me: - Fammi vedere di cosa sei capace
JOE
-
Guardai la lama lucente, poi guardai i suoi occhi, di nuovo
la lama e stavolta senza esitazione, afferrai la spada. Sferrai
qualche colpo nel vuoto. Adoravo le spade.
Mi volsi verso Jack che intanto non mi aveva tolto gli occhi
di dosso forse perché sorpreso dal mio spirito combattivo:
- Bene!-
Sguainò la sua con un ghigno malizioso. Potevo sentire
gli occhi di tutti su di noi, qualcuno ridacchiava anche.
Cominciammo a batterci, fui la prima ad attaccare. Mi teneva
testa facilmente.
In fondo era lui il capitano! :
Per essere una donna te la cavi bene con la lama
- disse
lui
- Strano
- ribadii io continuando a combattere -
stavo
per dire la stessa cosa di
te!
-
Qualcuno nella ciurma rise: - Touchè!- sentenziò
Jack che però poi disse:
- C'è solo una cosa
- con due colpi di spada mi
disarmò costringendomi a retrocedere verso l'albero maestro
fin quando la mia schiena toccò il legno caldo sotto
i raggi del sole. Abbassò la spada e, senza darmi il
tempo di dire o fare nulla, mi baciò sulle labbra, disse:
-
una donna non fa questo
-
Tutti scoppiarono a ridere.
Io livida di rabbia, gli sferrai un pugno in faccia:
-MA QUESTO LO FANNO !!!E DELLE VOLTE ANCHE DI PEGGIO!!QUINDI
RITIENITI FORTUNATO!-
Jack mosse la mascella, poi mi guardò:- Wow! Che donna!
-
- Hei che succede?- la voce di Mary ci fece voltare verso di
lei che mi corse incontro:
- Joe che hai combinato?!-
- Io? Niente
domandalo a quel farabutto idiota
- Mary
mi zittì mettendomi una
mano sulla bocca: -
Che ci ha salvate !- finì lei
con un'aria di rimprovero nei miei riguardi.
Si volse verso Sparrow: - Vogliate scusarla capitano, ma delle
volte è un po'
troppo impulsiva
- disse lanciandomi
un'occhiataccia. Abbassai lo sguardo infuriata.
Vedo
- disse Jack divertito
- Tuttavia non posso fare a meno di ammirarla .. ha la stoffa
del pirata
- quelle
parole mi scombussolarono .
Essere un pirata era sempre stato il sogno della mia vita. Alzai
la testa e vidi che Mary mi stava sorridendo .
Si volse poi verso Jack :- Oh! beh sapete io e Joe
-
- Abbiamo fame e siamo stanche!- la interruppi.
Anche se sapevo che Sparrow non aveva creduto alle mie parole,
mai e poi mai gli avrei chiesto di far parte del suo equipaggio
.Ero troppo arrabbiata per ciò che era successo : - Bene
- disse Jack continuando a guardarmi- Per di qua
e per favore Mary dammi del "tu"-
- Va bene -
Ci condussero sotto coperta in una cabina: - Riposatevi e mangiate
a sazietà ci rivedremo più tardi
per qualunque
cosa chiamatemi
- e dopo un breve inchino, mi sorrise
maliziosamente e se ne andò.
- Ma sei matta?- mi disse Mary mentre prendevo un pezzo di pane
con del formaggio e dell'acqua per poi buttarmi sul letto.
- ?-
- Abbiamo passato tutta la vita a fare progetti per realizzare
il nostro sogno e ora che siamo a tanto così dal raggiungere
il traguardo
mandi tutto al diavolo???-
Smisi di mangiare. Mi volsi verso di lei : - Ha osato farsi
beffe di me
davanti a tutti!-
- Oh! Andiamo!! Non puoi certo dire di non avergli tenuto testa..
e poi di la verità
so che tipo sei
quel bacio
ti è piaciuto
-
- Mhh
- cercai di apparire indifferente ma in realtà
quel bacio mi era piaciuto
eccome . Quell'uomo era così strano e attraente allo
stesso tempo
- E va bene
gli parlerò per chiedergli se ha bisogno
di qualcuno nella sua ciurma
ma ora voglio dormire
-
Mi voltai dandole le spalle e chiusi gli occhi.
Mi svegliai qualche ora dopo. Mary non c'era. Uscii dalla cabina
e salii sul ponte.
Vidi vicino alla prua Mary in compagnia di una giovane. Parlavano
serenamente.
Decisi di non disturbarli . Mi sedetti su una cassa di rum,
a guardare il tramonto.
Respirai l'aria profumata di salsedine che mi carezzava il viso;
chiusi gli occhi per godere meglio quel momento:
- Attenta dolcezza, sei seduta sul mio adorato rum!- Capii subito
a chi apparteneva quella voce alle mie spalle così non
mi voltai: - Jack-
- Capitano Jack per il mio equipaggio-
Mi voltai di scatto verso di lui che guardava il mare colorato
dall'arancione del crepuscolo: - HAI ORIGLIATO!!!-
Alzò l'indice voltandosi verso di me: - Ah! Non è
esatto!! In realtà voi parlavate ad alta voce ed io non
posso farci niente se ho un buon udito. Allora
ci state?-
Mi tese la mano.
-
Ci stiamo
- gliela strinsi
- Bene! Allora stasera, avremo di che festeggiare quando arriveremo
a Tortuga
-
Il mio cuore prese a battere forte. Tortuga la città
dei pirati
Wow non ero più nella pelle
- Ah! A proposito..- ribadì lui alzandosi -
sono
contento che ti sia piaciuto il bacio di oggi volendo potrebbero
essercene altri in futuro
-
In quel momento gli avrei spaccato la faccia se non fossi stata
così felice per tutto ciò che stava accadendo
FINE FLASHBACK
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- Bene che ne dite di andare a mangiare qualcosa dal vecchio
Black?- chiese Rob (il giovane che aveva conosciuto Mary)
- Dipende
- dissi - C'è del buon rum?-
- Oh oh!!! Abbiamo una bevitrice di rum
- esclamò
Jack.
Mary mi strattonò per un braccio: - Che ti prende?
tu
non lo hai mai bevuto il rum
- mi sussurrò
- Appunto. Ora è il momento di iniziare
ora siamo
libere, goditi la vita!!- feci cenno verso Rob. Lei arrossì:
- Ma tu stai attenta - disse -questi sono pirati!-
- Si ma anche noi - le ricordai. Sorrise.
Infondo Mary era quella che mi cacciava sempre dai guai mentre
io ero quella pazza che non aveva paura di esagerare. In niente.
Mi voltai verso Jack : - Bene . Capitano, mi faccia strada!-
Lui mi guardò e ridendo s'inchinò e disse: - Con
molto piacere madame!-
Non so esattamente ciò che quell'uomo suscitava in me.
Era così strano e attraente allo stesso tempo. Forse
mi piaceva.
Mi divertiva stuzzicarlo, ed essere stuzzicata da lui.
Entrammo nella locanda non molto lontana dal porto e decidemmo
di sederci un po' in disparte , per mangiare in santa pace ed
evitare che qualcuno nello scazzottarsi ci venisse addosso.
Mi guardai attorno presa da quell'ambiente così accattivante.
Uno stagnante odore di liquori riempiva il locale e mi piaceva.
Una cosa mi colpì particolarmente.
Dietro al bancone, dove si trovavano le bottiglie di liquore,
c'era il modellino di un vascello pirata abbastanza grande e
ben definito nei particolari:
- Bello eh?!- disse Jack -quel modellino è l'orgoglio
di Black, il suo più grande tesoro -
Non mi girai a guardarlo e, con fare indifferente, mi appoggiai
allo schienale della sedia guardando il tavolo :
- Se è il suo più grande tesoro, mi dici come
fa a tenerlo così esposto? Chiunque potrebbe colpirlo
e romperlo
-
- Ma tu non conosci Black
- s'intromise Rob
Senza muovermi, volsi lo sguardo verso il ragazzo con aria interrogativa.
Poi una voce alle mie spalle disse: - Esatto. Non mi conoscete
altrimenti
sapreste che nessuno osa neppure avvicinarsi .
Mi voltai e vidi uomo sulla sessantina dall'aspetto piuttosto
simpatico
- Rob, capitano Sparrow
era da molto che non vi facevate
vivi
e il resto della ciurma?-
- Sparsi per Tortuga
- rispose Jack
- Vedo due facce nuove
- disse l'uomo volgendosi verso
Mary e me
- Due nuovi componenti dell'equipaggio, siamo qui per festeggiare
- raccontò Jack
- Ah! Quindi d'ora in poi avrò due nuove clienti
-
- Oh beh! Dipende da come si mangia e dal rum che avete
-
dissi io facendo
scoppiare a ridere Black: - Quindi vi porto il solito?-
- Si amico mio
-
Se ne andò lasciandoci li .Poco dopo tornò portandoci
tre bottiglie di rum:
- La cena arriverà tra poco, intanto dissetatevi un po'-
Jack ne prese una e versò il liquore in tutti i bicchieri
:- Voglio brindare all'arrivo di due nuovi pirati MARY e JOE!!
- poi tutto d'un fiato buttò giù il liquido subito
seguito da Rob:
- Ehm! Io preferisco andarci piano
- disse Mary
- Oh ! Non c'è problema. Non c'è problema
ognuno
qui è libero di fare o non fare quello che vuole-
Poi Sparrow si voltò verso di me: - E tu Joe? Ti unisci
in pieno ai nostri festeggiamenti? -
- In fondo è anche per me se festeggiamo. Perché
no?-
Senza pensarci due volte mandai giù tutto d'un fiato
il liquido che mi lasciò una scia infuocata man mano
che scendeva in gola e nello stomaco.
Chiusi gli occhi reprimendo un colpo di tosse :
Wow! Niente male
-
- Niente male davvero
- disse Jack con un sorriso provocatorio;
probabilmente
aveva capito che quella era la prima volta che bevevo.
Poco dopo arrivò Black con un bel po' di cibo. Mangiammo
a sazietà scolandoci due bottiglie di rum. Anche Mary
bevve, ma non più di un bicchiere
Io esagerai un tantino (anche se dopo due bicchieri ero già
in tilt) insieme a Jack .
Con la differenza, però che lui sembrava avesse bevuto
semplice acqua.
Bene
- dissi -
abbiamo mangiato, bevuto e chiacchierato
ora
che si fa?-
- Io sono stanca morta -disse Mary- penso che me ne tornerò
alla nave-
- Anch'io- aggiunse Rob
- Io non voglio andare già a dormire
la notte è
ancora giovane. Rimarrò qui ancora un po'. E tu Jack
cosa fai?- gli chiesi poi
- Resto anch'io. Non ho per nulla sonno dolcezza.-
- NON CHIAMARMI DOLCEZZA!!! Ah! Mary
- chiamai poi la mia
amica. Lei si avvicino ed io le sussurrai: - Non spassartela
troppo mi raccomando
-
- Joe tu sei ubriaca. Forse non dovrei lasciarti sola
-
- Non dirlo neppure ! e poi
io non sono ubriaca
-
- Noo!?-
- Beh! Forse un po' brilla
comunque vai!-
- Hei signore
- disse d'un tratto Jack-
lo sapete
che è da maleducati parlare nell'orecchio?-
- Oh mi scusi
non accadrà più
- poi
feci un occhiolino a Mary che mi sorrise divertita :-Allora
andiamo
- disse poi .
- Buona notte e non fate tardi -
Jack e io rimanemmo li ancora un po' a bere altro rum e a chiacchierare
dei pirati e della sua nave.
- Dimmi una cosa
- Jack si avvicinò a me come un
bambino che deve confessare il suo più importante segreto
ad un amichetto -
cosa vi ha spinto a fare quello che
avete fatto?-
- Tu fai troppe domande..- risposi versando altro rum nel mio
bicchiere
- Comunque sono stanca di stare chiusa qui dentro. Voglio fare
quattro passi-
- Va bene
-
Non appena mi alzai, vidi che tutto ciò che avevo attorno
girava come in un vortice
- Wow! Fermate il mondo voglio scendere!!
- Di solito il rum fa questo effetto le prime volte. Ma poi
ci si abitua
- disse Jack
- Hei !!Vedi che non è la prima volta rum!- ma nell'alterarmi
persi l'equilibrio e fui
presa subito da Jack.
- Ah no?!
non si direbbe..- disse divertito.
Barcollando, uscimmo dalla locanda dopo che il capitano aveva
lasciato due monete d'oro sul tavolo.
Appena fuori, respirai a pieni polmoni l'aria notturna. Poi
mi resi conto di essere ancora tra le sue braccia: - Vedi che
so camminare da sola!!! Non sono ubriaca
forse un po'
brilla - gli dissi spingendolo con forza
- Hei calma! Calma!- disse Jack -
volevo solo aiutarti
-
Scoppiai a ridere: - Tu? iutarmi?Andiamo! Lo so cosa vuole uno
come te da una ragazza ubriaca fradicia. Ma io non sono come
le altre e non sono ubriaca!-
Jack s'impostò davanti a me impedendomi di continuare
a camminare : - Ti rendi conto che stai ripetendo di continuo
di non essere ubriaca ?!-
- Uff!!! Ma che vuoi?- ero tremendamente scocciata.
- Voglio che mi rispondi alla domanda che ti ho fatto prima!-
- Cioè?- gli chiesi scansandomi per poi riprendere a
camminare fino a ritrovarci nel porto.
- Voglio sapere cosa vi ha spinte a scappare e a voler diventare
due pirati!-
- Ma perché non ti fai gli affari tuoi?!-
Jack Sparrow era capace di farmi andare su tutte le furie.
- Perché devo sapere che tipi sono i membri della mia
ciurma -
Mi fermai. Potevo sentire dal porto, il chiasso dei pirati che
cantavano e chiacchieravano nelle locande vicine.
- Se non ti fidi di noi, mi dici perché ci hai prese
nel tuo equipaggio?-
- Perché ho subito ammirato la tua impulsività,
e la freddezza della tua amica nelle situazioni più difficili-
Fui colpita dalle sue parole che sembravano sincere .
- Beh! Il motivo è semplice. Non ho mai sopportato le
regole. Tantomeno le aspettative che tutti avevano nei miei
riguardi. Scoprii che l'amicizia che mi legava a Mary era collegata
a quello che entrambe ci aspettavamo dal futuro grazie a una
persona che una volta mi disse "tu sei quello che decidi
di essere e quando saprai cosa fare della tua vita , non lasciare
che nessuno ti fermi"-
Mi voltai verso il mare. Poi mi girai verso la città
: - Questo è ciò che ci aspettavamo!- cominciai
a girare su me stessa con le braccia spalancate come per accogliere
il mondo nel mio vortice.
Ma la testa mi girava talmente che caddi a terra ridendo:
- Sei la persona più pazza che conosca
- disse Jack
chinandosi verso di me per aiutarmi ad alzare. Ci trovammo viso
contro viso -
e la più attraente
-
gli sorrisi: - Stavo per dirti la stessa cosa
devo essere
totalmente ubriaca
-
So per certo che l'avrei baciato se un conato di vomito non
avesse preso il sopravvento.
Mi girai appena in tempo .
Quella notte vomitai anche l'anima.
II capitolo
Aprii gli occhi a fatica e mi guardai attorno .
Era la mia cabina e Mary non c'era. Doveva essere piuttosto
tardi. Mi alzai a sedere cercando di ricordare qualcosa della
sera precedente ma era inutile.
Avevo un mal di testa da impazzire.
L'unica cosa che ricordavo era quando bevevo alla locanda di
Black, poi il nulla:
-Chissà che è successo
-
- Alleluia ti sei svegliata!- mi voltai e vidi Mary che entrava
in stanza e si sedeva
vicino a me .
- Hai fatto le ore piccole eh?-
La guardai : - Io non ricordo quasi niente
mi sa che
ho esagerato col rum
-
- Ma va?!! Te lo avevo detto che dovevi andarci piano-
- Hei! Ora non farmi la predica!! Piuttosto
com'è
andata poi con Rob?-
Mary mi guardò con aria interrogativa : - Com'è
andata cosa?-
- E' successo qualcosa di interessante?-
Lei sbuffò :
-Siamo arrivati alla nave e dopo aver chiacchierato ce ne siamo
andati a dormire. Lui nella SUA cabina e io nella MIA
-
- Ne sei sicura??!
-
- Tu giochi troppo con l'immaginazione
-
- Ah!- la interruppi bruscamente -
non venirmi a dire che
non ti piace. Ho visto come lo guardi
e come ti guarda
-
- E' un amico ed è gentile. Tutto qui!-
- Puoi dirmi quello che ti pare. Tanto sono sicura di quello
che penso
Uh ! Chi vivrà vedrà
- esclamai
con tono proverbiale
- Mi sa che l'effetto del rum non ti è passato ancora.
Cambiando discorso, oggi ci attende una giornata pesante quindi
anima e coraggio!!-
Detto questo si alzò e uscì dalla cabina lasciandomi
di nuovo sola col mal di testa cercando invano di capirci qualcosa
sulla sera precedente.
Dopo un po' mi alzai con riluttanza e uscii sul ponte.
Non c'era nessuno. Mi guardai attorno con aria interrogativa:
Hei tu!- mi sentii chiamare .
Mi voltai e vidi Wilson (un tipo simpatico dai capelli rossi
e arruffati come la sua barba). Gli sorrisi e andandogli incontro
notai che stava lucidando un pugnale :
-Mi piace pulire le mie armi
- disse-
per me è
sempre come se combattessi per la prima volta
-
-Ma dove si sono cacciati tutti?- gli chiesi
- A prendere i carichi di viveri con Jack. Anche Mary è
andata
-
- E tu?-
- Beh! Sono stato incaricato di fare la guardia alla nave
-
- Dì pure che se pigro!-
Wilson si voltò verso di me e con aria di sfida disse:
- E tu allora che passi la mattinata dormire dopo un sbronza
di quel genere?-
-Ma che centra questo?-
Ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere . Stare in mezzo
a tipi come lui mi faceva (per la prima volta) sentire realmente
a casa mia.
-Voi due!!!- ci chiamò Cyd (un altro membro della ciurma)
dal porto -
invece di stare lì a non far niente,
venite a darmi una mano con queste casse!-
Passammo tutta la giornata a caricare i viveri sulla nave. Fu
una vera faticaccia!!
Jack, però non si fece vivo fino a sera.
Quando arrivò, io ero appoggiata al timone voltata verso
il largo. Stavano ormai spuntando le prime stelle ed io ero
sfinita. Quando mi voltai per andare verso le cabine a mangiare
notai che mi stava guardando con il suo solito sorriso da saputello.
Per un attimo mi fermai a fissarlo : - Che hai da guardare?-
- Dolcezza
- disse avvicinandosi-
passata la sbornia?-
sbuffai : - Ti ho detto che odio essere chiamata dolcezza!!-
mi guardò con un'espressione strana: - Tu non ricordi
nulla di ieri sera eh?!-
- Perché c'è qualcosa che dovrei ricordare?-
- Mah
-
Jack si voltò e stava andandosene quando lo sentii dire:
-
Muoviti se vuoi trovare ancora qualcosa da mangiare
-
Fui tentata dal fermarlo per farmi dire qualcosa sulla sera
precedente, ma un strano disagio m'impedì di farlo così
andai in cabina a mangiare.
Più tardi Mary ed io eravamo in cabina nelle nostre cuccette.
Il sonno mi stava già avvolgendo quando mi sentii chiamare:
- Joe
dormi?-
- No
-
- Io
ho bisogno di dirti una cosa
-
- Spara- Mary ridacchiò:
-Se fossi Wilson tirerei fuori la pistola
comunque non
importa, torna a dormire, sei stanca-
- No dai dimmi-
- Ma è una stupidaggine
non vale nemmeno la pena
di parlarne
-
- Non puoi lasciarmi sulle spine! Hai cominciato
ora finisci-
Mi alzai accesi una candela e mi sedetti di fronte a lei con
le gambe incrociate, pronta ad ascoltarla. Mary sapeva quanto
fossi testarda e allora si rassegnò e cominciò
a parlare:
- Stamattina, quando ti ho lasciata qui e sono salita sul ponte,
ho incontrato proprio Wilson che mi ha detto di andare alla
bottega della Polena Rossa per aiutare gli altri a prendere
le casse con i viveri e portarli alla nave.
Ho cominciato a camminare per la città convinta di dove
stessi andando. Poi, però, mi sono resa conto di aver
perso il senso dell'orientamento
e stavo pensando a dove
diamine mi ero cacciata. Nel vagare nei vicoli di Tortuga, ho
incontrato Rob " Meno male che sei qui
mi sono persa,
non riesco a trovare la bottega
"lui dopo avermi guardato
in faccia è scoppiato a ridere "Vedi che è
proprio qui dietro
" mi ha risposto posando a terra
due enormi casse e indicandomi gli altri che uscivano carichi
di roba.
" Certo che per essere un pirata hai un senso dell'orientamento
che lascia un po' a desiderare
"-
- E tu?- chiesi alla mia amica impaziente -
che gli hai
detto? -
- Joe tu mi conosci ! Non sono il tipo che si mette a battibeccare
per sciocchezze
così gli ho risposto che aveva ragione,
ma che sto facendo del mio meglio per adattarmi e imparare.
In fondo sono solo due giorni che siamo qui ed è successo
tutto molto in fretta . Poi sono andata nella bottega da Jack
e ho cominciato a portare le casse
-
- E allora?
Questo è tutto?-
- Abbi pazienza! Fammi parlare. Ti stavo dicendo che la cosa
che mi ha sorpreso è che mentre stavo andando alla nave
con un carico di provviste, Rob mi è venuto vicino e
mi ha chiesto scusa per quello che aveva detto. Poi mi ha preso
una cassa di mano e
l'ha portata lui
. Il punto è
che
è stato così gentile con me
che
io
.in quel momento, quando mi ha sorriso dicendo di volermi
dare una mano
.diciamo
.che mi è tornato in
mente quello che mi hai detto tu
solo che
-
- OH! NOOO!!!!- esclamai d'un tratto interrompendo il discorso
di Mary:
- Che c'è? Che ho fatto??-
- Tu niente ma
OH NON E' POSSIBILE!!!!-
- Cosa? Joe dimmi qualcosa, mi stai spaventando
-
Guardai la mia amica che mi squadrava con un'aria preoccupata
:
- Ora ricordo quello che è successo ieri sera
con
Jack
-
Mary spalancò gli occhi : - Perché, che hai fatto
con il capitano??!-
- Cosa stavo per fare
stavo per
baciarlo, ma il
vomito me lo ha impedito
ero completamente ubriaca!!Il
mio cervello non era collegato con il resto del corpo !!-
Mary scoppiò a ridere : - E tu che mi prendevi in giro
per Rob!!
tu e Jack
HA HA HA!!!
-
- OH! INSOMMA! FINISCILA!! NON E' DIVERTENTE!Ora capisco perché
prima mi ha guardato con quella stupida espressione e mi ha
chiesto se ricordavo qualcosa di ieri sera!!- scattai in piedi
e, senza pensarci due volte uscii dalla cabina ignorando il
richiamo di Mary che ancora non aveva smesso di ridere.
Salii sul ponte . L'aria notturna mi fece rabbrividire ma non
ci feci caso perché ero troppo arrabbiata. Trovai Jack
a prua seduto con una bottiglia di rum mezza vuota tra le mani:
- Sei un idiota!!!-
Lui con fare indifferente, roteò la testa verso di me
e sorrise divertito: -Ne vuoi un goccetto?- mi chiese poi porgendomi
la bottiglia
-Ti diverti così tanto a prendermi in giro??-
- Chi? IO???-
- Sai benissimo che non ti bacerei nemmeno per tutto l'oro del
mondo!!!-
- Ah Davvero?!Ho qualche dubbio al riguardo
-
- DIAMINE ERO UBRIACA!!!!!E POI SEI STATO ANCHE TU
-
- Si
-rispose Jack tranquillamente -
io l'ammetto,
a differenza di te
e poi, scusa, non hai continuato tutta
la sera a dire di essere lucida?
-
Quello fu troppo !!Avrei tanto voluto strangolarlo.Era capace
di lasciarmi senza parole nel vero senso del termine: -BASTA!!!!ME
VADO A DORMIRE -urlai girando i tacchi e tornandomene in cabina,
senza sentire Jack che sorridendo soddisfatto mi sussurrò-
Sogni d'oro
..-
I primi raggi di luce rendevano il cielo di un tenue color pesca
. Una fresca brezza mattutina accompagnò la Black Pearl
in mare aperto; a salutarla il verso dei gabbiani. Dal mare
la città di Tortuga ancora addormentata non perdeva per
nulla la sua bellezza. Presto ci saremo tornate, ma ora era
tempo di vagare nel mare alla ricerca di nuove avventure ignorando
cosa, ci sarebbe capitato
e chi avremmo incontrato
.
III capitolo
- Aiuto!!!Per favore aiutateci!!- urlavamo alla nave mercantile
che si stagliava davanti alla scialuppa in cui Mary ed io ci
trovavamo.
Il capitano guardò attraverso il cannocchiale me e la
mia amica :
- Presto! Andate ad aiutare quelle due ragazze!!-
La nave si avvicinò e noi fummo aiutate a salire :
- Oh! Grazie a Dio capitano ci avete trovate!!!- esclamò
Mary sconvolta
- La nostra nave è affondata giorni fa
oh! Temevamo
di morire!-
- Ora non avete nulla da temere madamigelle!
- ci rassicurò
il capitano che inchinandosi si presentò: - Sono il capitano
Harry Hadson e qui sul " Giglio Ambrato" siete le
benvenute. Sarete stanche e affamate
vi farò preparare
immediatamente una cabina-
Mi avvicinai a lui fingendo di ammirare la nave: - Oh! Beh!
Non dovete disturbarvi tanto
- dissi quasi sottovoce andando
alle sue spalle. Per un attimo mi fermai.
Poi tutto avvenne in un lampo: afferrai il pugnale che avevo
nascosto nella scollatura del corsetto e glielo puntai alla
gola strattonandolo con l'altro braccio
- Nessuno osi muovere un passo!!!- gridò Mary rivolta
all'equipaggio estraendo due pistole dalla gonna :
- Ora capitan, vogliate essere così gentile da ordinare
ai vostri uomini di buttare in mare tutte le armi?- dissi nel
suo orecchio
- Ma
cosa vi prende?!- balbettò lui
- Probabilmente il troppo sole ha avuto una pessima influenza
o
no
ORA FATE QUELLO CHE VI HO DETTO!!-lo strattonai con
più forza premendo leggermente il pugnale sulla gola
.
- Bu
buttate le armi
-
Tutti ubbidirono anche se con riluttanza .
Un sottoufficiale tentò di opporre resistenza, ma non
ebbe il tempo di dire o fare nulla perché Mary gli sparò
un colpo che fece cadere il suo cappello mentre con l'altra
pistola aveva sotto tiro tutti gli altri: - Fai un altro passo
e non sbaglierò mira
- disse.
La guardai ammiccando. Lei mi rispose con un ghigno e sparò
tre colpi in aria con la pistola.
Dopo poco, la Perla Nera sbucò da dietro un isolotto
di scogli e, velocemente si avvicinò a noi in tutto il
suo splendore.
I nostri compagni salirono sul Giglio; dopo aver fatto piazza
pulita, tornammo sulla Perla e ci allontanammo. Non prima, però,
di aver messo fuori uso il timone del Giglio Ambrato:
- Hei gran bel lavoro!!!- si complimentò Wilson avvicinandosi.
Lo guardai lanciandogli uno sguardo malizioso. Ero decisamente
soddisfatta di me stessa
ma quel dannato corsetto mi impediva
la respirazione.
Sbuffai: - Devo togliermi questo maledetto affare! Non lo sopporto!!-
- Ottima idea!!!- esclamò lui
-Sogna tesoro
sogna
- mi voltai ridendo e me ne andai
in cabina.
Fu una vera impresa slacciare il corsetto. Poi finalmente indossai
i miei adorati e comodi abiti maschili.
Misi poi la cintura con il pugnale e la pistola e tornai sul
ponte. Mi sedetti sul parapetto della nave che, a vele spiegate,
scivolava veloce sull'acqua.
Erano passati tre mesi dalla partenza da Tortuga
già
tre mesi
quante cose avevamo imparato in quell'arco di
tempo
il cielo era coperto da spesse nubi sembrava quasi
stesse per piovere, tuttavia non una goccia d'acqua cadeva.
Erano ormai alcuni giorni che uno strano presentimento mi attanagliava
la mente e quel tempo altrettanto ambiguo non mi era certo d'aiuto:
- Complimenti dolcezza, oggi avete fatto un gran bel colpo!!-
il capitano Jack Sparrow si avvicinò molleggiando come
al suo solito per poi sedersi di fianco a me .
Mi porse una bottiglia di Rum .
Gli sorrisi prendendola e bevendone lunghi sorsi: -
lo
so!!- risposi entusiasta. Ormai mi ero abbastanza abituata alle
dosi massicce di alcool (stando comunque attenta a non esagerare
dopo l'esperienza di quella sera di tre mesi prima
da allora
il passatempo preferito mio e di Jack era di punzecchiarci a
vicenda
)
Si aggiustò i baffi: - Dovremmo festeggiare
- mi
sussurrò poi a pochi centimetri dal mio orecchio
-Oh!
- mi voltai a guardarlo negli occhi -
e dimmi
cosa
suggeriresti?-
- Beh! Che ne diresti di riparlarne nella mia cabina?-
mi avvicinai pericolosamente a lui, tanto da poter sentire il
suo respiro sul mio viso:
- Avviati pure
io ti seguirò
IN UN' ALTRA
VITA E IN UN ALTRO MONDO!-
scoppiai a ridere scendendo dal parapetto. Mi voltai verso di
lui : - Con il suo permesso Capitano Sparrow
-mi voltai
sghignazzando e andai da Mary che aveva ancora indosso il suo
sontuoso abito da damigella di corte. Stava parlando con Rob
e Wilson circa il bottino.
- Hei non ti sei ancora cambiata?-le chiesi
- No
stavo controllando il nostro "guadagno"
- mi rispose entusiasta.
- Mi bastava guardarla per capire che anche lei era fiera di
ciò che era riuscita a fare
- Evidentemente le mie lezioni hanno dato i loro frutti- disse
Rob guardando la mia amica che gli sorrise con aria soddisfatta.
Ormai si capiva chiaramente che quei due si piacevano ma a quanto
pare, nessuno voleva fare la prima mossa.
Mary si sedette su una enorme cassa e, alzandosi la gonna fino
al ginocchio, incrociò le gambe:
- Hei Wilson mi dai un goccetto di Rum? Ho la gola secca!- si
rivolse al ragazzo dai capelli rossi che le porse tranquillamente
la piccola bottiglietta che aveva sempre con se: - Non scolartela
tutta-
- Tranquillo -
Guardandola mi fermai a pensare, per la prima volta, a quanto
anche lei era cambiata:
- Dovevi vederla con che naturalezza maneggiava le pistole
-dissi
a Rob. Poi mi volsi verso Mary- Che spirito agguerrito eh?!-
Lei mi guardò. Aveva una strana luce negli occhi: -Ora
le cose non sono più come quando eravamo a Gorge Town
-
- GEORGE TOWN ?!
- esclamò Wilson -
voi siete
di Gorge Town?-
- Cambiamo discorso?!- m'intromisi io fulminando Mary con lo
sguardo
- Perché non parli mai del tuo passato?-
- Proprio perché è passato. Io voglio vivere il
presente e pensare al futuro
- risposi con decisione
- NAVEEEE DRITTO DAVANTI A NOI!!!- urlò Dale dalla cima
dell'albero maestro. Il vento soffiò più forte,
mi fece rabbrividire.
Andai da Jack che dal timone osservava attraverso il suo cannocchiale
la nave che si avvicinava sempre di più: - Allora
chi sono??-
- Amici
- si limitò a rispondere Jack. Non resistetti
alla tentazione, così gli tolsi dalle mani il cannocchiale
e guardai la nave che si avvicinava velocemente ignorando il
capitano. Riuscii a leggere il nome del vascello con non poche
difficoltà: Evil Rose.
Le due navi si avvicinarono: - Chi sono?- mi chiese Mary
- Non lo so
- risposi-
Jack ha detto che sono amici
- E' la nave del capitano Elis e di Drake
- ci spiegò
Rob -
conoscono Jack da sempre
-
ELIS?!!Mary ed io ci guardammo negli occhi
non poteva
essere
:
- GETTATE L'ANCORA!- ordinò il capitano.
Fu messa una passerella tra la Perla e la Rosa.
Il primo a salire sulla nave era un uomo dai capelli ricci e
neri; quasi non si vedeva il volto tanto erano folti. Dietro
di lui una donna, dai lunghi capelli ricci tenuti a bada con
una grande fascia e con gli occhi color smeraldo:
- Jack vecchio mio da quanto tempo
- Drake gli strinse
la mano
-Chi non muore si rivede eh ?-rispose il capitano della Perla
-
se me lo concedi Drake
Elis sei sempre bellissima
-
disse accennando un mezzo inchino
- Andiamo idiota!!!- la donna abbracciò Jack affettuosamente
senza accorgersi del fatto che io la stavo osservando allibita.Evidentemente
non si era accorta di me né di Mary.
- Venite, venite a cosa devo questa urgenza di parlarmi?- chiese
Sparrow
- Siamo qui per metterti in guardia
.-ma le parole di Elis
le morirono in gola quando vide me e Mary: -
Su cosa?
-insistette Jack ma nessuno più lo ascoltava
- Sei
sei proprio tu?- chiesi io avvicinandomi a lei.
- Joe
Mary
-
Tutte e tre scoppiammo a ridere abbracciandoci:
- Ma che ci fate sulla nave di Jack?-
- Facciamo parte del suo equipaggio!!!-esclamò Mary
- Si
avevi ragione tu
-aggiunsi
- E chi poteva immaginarselo che due scricciole come voi potessero
diventare delle così belle donne
-
- Hei anche tu eri solo una ragazzina!!-
- Aspetta se ricordo
voi avevate 14 anni
giusto?-
annuii felice:
- E tu 18
-
- Signore
- c'interruppe Jack -
da quel che vedo dedurrei
che già vi conoscete
ma potreste far capire qualcosa
anche a noi?-
- Loro sono quelle due ragazzine che mi aiutarono a scappare
dalla prigione di George Town
- raccontò Elis
- Com'è piccolo il mondo
-esclamò Drake
-Cosa è successo?- domandò poi Mary-
vi vedo
allarmati per qualcosa
-
- Si
dobbiamo andare subito a Tortuga
-
- Perché?- chiesi incuriosita
- Sembrerebbe che li sia diretto il vascello di un pirata che
ha rinnegato il Codice di fratellanza
-
-Beh?!Qual è il problema?Si sa che di solito il codice
viene visto più che altro come..una traccia
- spiegò
Wilson
- Con questo è diverso
pare miri a qualcosa di
più
- spiegò Drake-
qualcosa per cui
valga la pena distruggere tutto ciò gli si trova davanti
qualcosa il cui unico modo per venirne in possesso è
andare a Tortuga
-
Rabbrividii l'aria si fece stranamente fredda. Il solo pensiero
che il nostro rifugio, la nostra casa, potesse essere distrutta
da un pazzo troppo preso da manie di grandezza, mi raggelava
il sangue nelle vene.
- Lo conoscete?-
- No
però pensiamo possa trattarsi di Stone
-
- STONE?- esclamò Rob -
pensavo fosse morto
-
Mi voltai verso Jack con aria interrogativa e (forse per la
prima volta) lo vidi con una espressione seria e pensierosa.
Per un attimo nessuno parlò poi il capitano ci guardò
e disse : - E' ora di tornare a casa
-
IV capitolo
Mary era davanti al timone in compagnia di Rob.
Toccava a loro il primo turno di guardia. Controllavano la rotta
per evitare che la nave prendesse una direzione diversa e li
portasse nella parte opposta dei Caraibi.
Con l'aiuto della bussola, cercavano di tenere la giusta rotta
verso Tortuga.
Nessuno dei due parlava. Tutti sembravano piuttosto strani,
direi quasi in ansia dal giorno in cui avevamo parlato con Drake
e Elis.Quello Stone, poi incuriosiva molto me e Mary, ma tutti
evitavano di parlarne, cosa ancra più ambigua. Rob ruppe
il silenzio: - Preoccupata?
-
-Potrei farti la stessa domanda
-
-
Rob
-lo chiamò poi dopo alcuni attimi di
silenzio.
- ?-
- Chi è questo Stone?-
Il ragazzo dapprima non rispose. Poi, senza guardarla disse:
- Nessuno per cui valga la pena parlarne
-
- Dall'espressione che avete fatto quando Elis lo ha nominato
non direi proprio
-
-Te ne parlerò se ce ne sarà bisogno
-
- Ma
-
- Sta tranquilla e fidati
va bene?- Mary annuì senza
troppa convinzione volgendo lo sguardo al timone. Odiava quando
le si dicevano cose solo per metà.
Ad un tratto si resero conto che il vento era aumentato e il
mare stava ingrossando. Si doveva ridurre la velatura:
- Resta qui controlla il timone. Me ne occupo io- disse Rob
Tirando degli stragli, ammainò una delle vele e si arrampicò
sull'albero per andare a legarla. Scese e si avvicinò
al parapetto per sistemare dei cavi.
Con il vento sempre più forte, Mary aveva difficoltà
a governare la nave.
Dovette virare improvvisamente a tribordo e le vele, guidate
dal vento, cambiarono direzione. La boma (l'asta orizzontale
fissata all'albero)girando, colpì Rob nel fianco che
cadde a terra dolorante:
- Oh no!Rob!!- urlò Mary correndo dal ragazzo : - Ti
prego! Scusa!!Non volevo
Oh
ti ho fatto male?-
Il viso preoccupato della ragazza si trovava a pochi centimetri
da quello di Rob che la guardava senza parlare
la sua mano
sfiorò dolcemente una guancia di Mary.
Alzò la testa quel po' che bastava per poggiare le labbra
su quelle della ragazza che ne rimase sorpresa ma dentro di
sé, sapeva di aver sempre desiderato quel momento.
Quando le loro labbra si separarono, continuarono a guardarsi
negli occhi senza parlare:
- IL TIMONE!!!- esclamò poi Mary alzandosi e correndo
a fissare il timone nella giusta rotta fissandolo con una corda.
La cosa, però era piuttosto complicata:
-Lascia
ti aiuto
-disse Rob che si era alzato e avvicinato
a lei. Fissò ben bene il timone.
Mary non disse nulla. Semplicemente si limitò a guardarlo
mentre l'aiutava
era così dolce
- Ecco fatto
- disse Rob voltandosi verso di lei e sorridendole.
A quel punto Mary non seppe resistere .
Gli strinse le braccia intorno al collo e lo baciò come
se non avesse aspettato altro dal primo momento in cui l'aveva
visto.
Rob le cinse la vita e si lasciò trasportare da quel
gesto tanto dolce quanto appassionato.
Si separarono solo per riprendere fiato, senza però allontanare
i loro volti uno dall'altro. Fronte contro fronte
si guardarono
negli occhi e risero entrambi.
Mary nascose il suo viso tra la spalla e il collo di Rob mentre
lui la stringeva teneramente tra le sue braccia.
V capitolo
Il vento era cambiato.
Jack manovrava il timone:
- Issate la vela di trinchetto!- ordinò per sfruttare
a pieno il vento.
- Me ne occupo io ! - dissi arrampicandomi velocemente sull'albero.
Arrivai sul picco e sciolsi i cavi che mantenevano la vela ammainata.
Wilson legò la parte inferiore alla boma.
Rimasi seduta lassù a guardare l'orizzonte. Il mare tinto
d'argento rifletteva le spesse nubi che incombevano minacciose
nel cielo.
A un paio di miglia la Evil Rose seguiva la nostra stessa rotta.
Sbuffai. Avevo una brutta sensazione; senza contare il fatto
che, a causa di quello che stava accadendo, sulla nave c'era
una strana tensione.
Ma qualcosa mi diceva che era Jack quello che aveva di più
a che farci con questa storia. Lo avevo capito dall'espressione
che aveva fatto quando Drake aveva nominato Stone. Da allora
erano passate tre settimane, e tutti evitavano di parlarne.
Ormai doveva mancarci poco per arrivare a Tortuga:
- Hei ragazzina se hai fame ti conviene scendere
- la
voce di Wilson mi riportò alla realtà: -Ragazzina
a chi ?!- scesi sul ponte :
- Non ho fame
- dissi-
vado a fare un sonnellino-
ero proprio esausta. Avevo passato la giornata a pulire il ponte
della nave con Dale e Bolger: -Non dimenticarti che stasera
abbiamo il primo turno di guardia-
- Tranquillo -
Scesi sottocoperta. Quando arrivai in cabina slacciai la cintura
con le mie armi buttandola a terra e mi lasciai cadere a peso
morto sul letto.
Ripensai a quando Mary, giorni prima, mi raccontò, traboccante
di entusiasmo, ciò
che era successo tra lei e Rob. Chiusi gli occhi sorridendo.
Almeno era capitato qualcosa di bello in quei giorni
- Joe svegliati!!-
- NO!!!-
qualcuno mi strattonò-
è stato un sogno
solo
un sogno
-
spalancai gli occhi sussultando. Mary era vicino a me. Era stata
lei a svegliarmi.
Mi alzai a sedere sul letto stropicciandomi gli occhi:
- Mary
sei tu
Diavolo che sogno orribile
-mi
veniva la pelle d'oca solo a pensarci.
Mi accorsi solo dopo che con lei c'era Rob. Evidentemente erano
scesi in cabina per stare un po'
ehm
in santa pace
Guardai fuori dalla finestra. Era buio . Avevo dormito una giornata
intera:
- Diamine! Ho il primo turno di guardia con Wilson!!- Mi alzai
dal letto afferrando la mia cintura. Corsi verso la porta -
Io vado
fate
Ehm
buon riposo
-
Mary mi guardò come se avessi battuto la testa ma non
le lasciai il tempo di dire nulla perché chiusi la porta
correndo in coperta.
Dietro una coltre di nubi s'intravedeva la luna piena.
Mi guardai attorno Wilson non c'era. Risedetti vicino al timone
accovacciandomi con le ginocchia vicino al petto. Chiusi gli
occhi e appoggiai la testa sulle ginocchia sbuffando.
Quell'incubo mi aveva letteralmente spiazzato. Sembrava così
reale
quasi
come un flashback
D'un tratto una mano mi toccò la spalla facendomi spaventare:
- Wilson!!Diamine mi hai fatto prendere un colpo!!-esclamai
Il ragazzo si sedette vicino a me ridendo: - Come sei impressionabile
-disse
- Chiunque si sarebbe spaventato colto così di sorpresa
ti pare?!- ero di pessimo umore e di questo anche Wilson se
ne era accorto.
Cacciò dalla tasca una mela e me la porse: - Prendi
non
hai mangiato niente né oggi né stasera.-
Gli sorrisi prendendolo in giro : -Come siamo premurosi eh?!-
- Veramente ho sempre qualcosa da mangiare con me. Non si sa
mai
- rispose facendomi l'occhiolino.
Quel ragazzo riusciva sempre a farmi tornare il buon umore quando
ero giù di morale.
Poi, ora che ci pensavo, avevo un po' fame. La presi ringraziandolo
e cominciai a mangiarla.Poi mi decisi a parlare: - Wilson
chi
è questo Stone?-
- Non sappiamo neppure se è lui la persona di cui parlava
Elis
-
- Ti prego
- dissi-
ho bisogno di sapere
-
Wilson si voltò a guardare davanti a sé :- E'
un bastardo
ma non sono io la persona che dovrebbe parlartene
-
- E' Jack?-
Il ragazzo annuì
- E' stato lui a ucciderlo anni fa
-
Una voce estranea interruppe Wilson.
Entrambi ci voltammo. Davanti a noi il Capitano con le braccia
conserte e il capo chino da un lato ci guardava come per rimproverarci:
- Dolcezza
-mi disse-
non dovreste impicciarvi degli
affari che non vi riguardano
-
Guardai Jack dritto negli occhi: -Invece mi riguardano eccome-
affermai con decisione
-E cosa te lo fa credere?- chiese lui
-Faccio anche io parte della ciurma!!!-
-Oh!non lo metto in dubbio
ma questa è una faccenda
che riguarda solo me!
sentenziò il capitano.
- Non se ci va di mezzo altra gente!!- sbottai
Una strana espressione si tinse sul volto di Jack :
- Stone è affare mio e non permetterò che ci vada
di mezzo altra gente
non lo permetterò
ora
tesoro ti lascio al tuo turno di guardia
-si voltò
e fece per andarsene. Mi alzai di scatto.
Volevo fermarlo ma Wilson me lo impedì: - Lascialo stare
ora
non è il momento
.-
Perché quelle sensazioni che provavo non erano nuove
per me? Perché sentivo tutto questo anche come un problema
mio?
Il giorno dopo:
- TERRA IN VISTA!!!- urlò Cyd dall'albero maestro. Eravamo
arrivati. Jack guardava con il suo cannocchiale l'isola di Tortuga.
Fissavo il capitano ma non volli avvicinarmi temendo che fosse
adirato con me per la sera prima.
Una pioggia scrosciante cominciò a cadere .
Mary mi si avvicinò. Le avevo confidato tutto quello
che era accaduto : - Coraggio va a parlarci
- mi disse
- E se ce l'ha con me?-
- Non lo saprai mai se non vai
Forza, questa insicurezza
non è da te-
- Hai ragione!!-risposi
Trassi un respiro profondo e mi avvicinai a Jack:
- Hei
-dissi -
bella giornata per tornare eh?
-
Lui si voltò verso di me . La pioggia cadeva imperterrita
eravamo tutti zuppi dalla testa ai piedi. Ci sfuggì una
risata. Poi tornando seria gli dissi :- Scusa per ieri
non
avrei dovuto insistere su quella faccenda
-
- Tranquilla tesoro
-disse lui lanciandomi uno di quegli
sguardi che solo lui è in grado di fare -
è
normale essere preoccupati
-
- Non
non è solo questo
-dissi quasi sotto
voce
Jack mi guardò con aria interrogativa
- E' come se tutta questa ansia l'avessi già vissuta
questa
paura
-
Dall'espressione che fece sembrava avermi capito:
- Capitano! L'Evil Rose si sta avvicinando- Disse John
- Bene
gettate l'ancora. Calate una scialuppa. Mary, Wilson
, Rob, Joe e Dale venite con me a terra. Tutti gli altri restino
sulla nave. Aspettate un mio segnale per scendere o salpare.
Arrivammo sull'isola. Anche Elis e Drake avevano calato una
scialuppa portandosi quattro uomini.
Un lampo squarciò il cielo subito seguito da un tuono.
Arrivammo in città e tutto sembrava normale. Era Jack
a guidarci come se sapesse dove andare. Arrivammo alla locanda
di Black. Li capimmo che il capitano aveva visto giusto: cadaveri
giacevano davanti all'osteria. Sentivo l'ansia salire sempre
di più. Impugnammo le nostre armi. Quando entrammo vidi
che tutto era distrutto. Ogni cosa ridotta a un ammasso di carcasse
e tavoli distrutti o scaraventati vicino alle pareti
Sentimmo un rumore ci voltammo pronti ad attaccare, quando Jack
si accorse che a terra dietro al bancone tra i vetri rotti delle
bottiglie di liquore c'era Black
ancora vivo
Velocemente cercammo di aiutarlo bloccando il sangue che usciva
dalle ferite.Aveva il viso conficcato da schegge di vetro:
- Lasciate stare
ormai non serve più - sussurrò
stentatamente
- Chi ti ha ridotto così?
- chiese Jack -
è stato lui?
-
-Jack
.-un rivolo di sangue usciva dalla bocca dell'uomo
ogni volta che cercava di parlare
- E' STATO LUI??-
Black annuì.
Vidi lo sguardo di Jack raggelarsi
-Ascolta
-disse l'uomo -
prendi il modellino del
vascello
Stone cerca una cosa
una cosa che mi affidò
mio fratello anni fa per proteggerla c'è
anche
un tesoro
-dei colpi di tosse lo costrinsero a fermarsi-
un tesoro talmente grande che neanche la più fervida
mente può immaginare.- si fermò per un attimo
poi con affanno continuò-
Lui ha preso una parte
della mappa
ma
senza il vascello..non troverà
nulla
Ray sarebbe orgoglioso di te
-
Jack lo guardò esalare l'ultimo respiro. Con una mano
gli chiuse gli occhi : -Riposa in pace vecchio mio
salutami
Ray
-
Non mi ero mai sentita così vuota come in quel momento
.
- Jack
-lo chiamò Elis -
tutto bene?-
"Il passato è passato
bisogna vivere il presente
e pensare al futuro
"anche questo voleva dire essere
un pirata
Il capitano annuì.
Dopo alcuni attimi di silenzio si voltò verso di noi
con un mezzo sorriso :
-Prendete il veliero
c'è un tesoro che ci aspetta
-
continua
I capitolo
Avevamo da poco attraccato nella città di Tortuga.
Mary ed io nonostante ci sentissimo un tantino spaesate, rimanemmo
colpite da quella città che chiunque avrebbe definito
un rozzo cumulo di pirati puzzolenti di rum e prostitute ma
per noi era molto di più
per me era tutto
Poter finalmente lasciare alle mie spalle il passato che in
fondo non mi era mai appartenuto e man mano diventava sempre
più offuscato. Liberare ciò che avevo dovuto reprimere
fino ad allora; i miei istinti, la mia sete di avventure e di
divertimenti senza freni
la Black Pearl era la nave che
ci aveva trovate mentre vagavamo su una piccola scialuppa sotto
il sole cocente del mar dei Caraibi.
Ma non aveva nessuna importanza come ero arrivata su quella
nave ora perché nel mio cuore avevo sempre saputo che
la mia vita sarebbe stata diversa da come gli altri se l'aspettavano
e che Mary provava le stesse cose.
Quando eravamo due bambine, eravamo solite scappare nella foresta
e giocare ai pirati, arrampicandoci sui rami degli alberi fingendo
di possedere una nave.
- Signore
benvenute a Tortuga!!-esclamò Jack ondeggiando
la mano davanti a noi come era suo solito fare.
Jack Sparrow era il comandante della nave un tipo molto strano
con i suoi modi di fare sembrava perennemente ubriaco.
Ma i suoi occhi furono la prima cosa che notai quando aprii
gli occhi e lo trovai a pochi centimetri dal mio viso
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
FLASHBACK
"
Mi resi conto di essere sdraiata sul ponte di una
nave. Sentivo una forte debolezza negli arti e avevo sete.
Rimasi a fissare quegli occhi per po', non dissi nulla. Erano
così profondi
fu lui a rompere il silenzio:
- Dolcezza ti sei ripresa?-
Dolcezza?! Lo spinsi alzandomi a sedere con forza. Mi girava
la testa per il troppo sole.
Quando riuscii a focalizzare ciò che mi circondava capii:
Pirati
siete dei pirati
- scoppiai a ridere. Mi alzai
barcollando sotto lo sguardo
Stupito e in un certo senso divertito della ciurma.
- Dov'è la mia amica?- domandai acquistando stabilità
- Sta bene dolcezza è sottocoperta sta mangiando un boccone-
mi rispose quello
Strano pirata. Si avvicinò ondeggiando, poi si tolse
il cappello lasciando scoperta la bandana color rosso fuoco
che aveva, e s'inchinò:
- Capitano Jack Sparrow
per servirvi
-
- Bene capitano!- dissi -penso che anch'io manderò giù
qualcosa
- feci per
Andare:
- Non così in fretta!- sentenziò Jack che si rimise
il cappello e avvicinandosi ancora
di più a me disse:
- Se permette, cosa ci fanno due dame vestite da uomo nel bel
mezzo dell'oceano? Signorina
-
- Sono JOE! E sono scappata di casa con la mia amica
-
- E di grazia, perché?-
- Non sono affari che vi riguardano CAPITANO!
-
Quella provocazione stupì Jack che però subito
dopo, chinando il capo da un lato, roteò su se stesso
verso il resto della ciurma con un'espressione di finto sconvolgimento
per poi tornare rivolto verso di me.
Alzò l'indice verso la mia faccia e disse: -
Lo
sapete che con un pirata non si scherza? Specie se vi trovate
sulla sua nave
-
Ma chi ha detto che scherzavo?-
- Non mettetemi alla prova
signorina
-
- IL MIO NOME E' JOE! E per vostra informazione CAPITANO! Non
ho per nulla paura delle vostre minacce! So difendermi benissimo!-
Jack scoppiò a ridere:
-A me una spada!- gridò
Subito un vecchio ciccione barbuto gli cedette la spada: - Grazie
John!-
Poi il capitano la porse a me: - Fammi vedere di cosa sei capace
JOE
-
Guardai la lama lucente, poi guardai i suoi occhi, di nuovo
la lama e stavolta senza esitazione, afferrai la spada. Sferrai
qualche colpo nel vuoto. Adoravo le spade.
Mi volsi verso Jack che intanto non mi aveva tolto gli occhi
di dosso forse perché sorpreso dal mio spirito combattivo:
- Bene!-
Sguainò la sua con un ghigno malizioso. Potevo sentire
gli occhi di tutti su di noi, qualcuno ridacchiava anche.
Cominciammo a batterci, fui la prima ad attaccare. Mi teneva
testa facilmente.
In fondo era lui il capitano! :
Per essere una donna te la cavi bene con la lama
- disse
lui
- Strano
- ribadii io continuando a combattere -
stavo
per dire la stessa cosa di
te!
-
Qualcuno nella ciurma rise: - Touchè!- sentenziò
Jack che però poi disse:
- C'è solo una cosa
- con due colpi di spada mi
disarmò costringendomi a retrocedere verso l'albero maestro
fin quando la mia schiena toccò il legno caldo sotto
i raggi del sole. Abbassò la spada e, senza darmi il
tempo di dire o fare nulla, mi baciò sulle labbra, disse:
-
una donna non fa questo
-
Tutti scoppiarono a ridere.
Io livida di rabbia, gli sferrai un pugno in faccia:
-MA QUESTO LO FANNO !!!E DELLE VOLTE ANCHE DI PEGGIO!!QUINDI
RITIENITI FORTUNATO!-
Jack mosse la mascella, poi mi guardò:- Wow! Che donna!
-
- Hei che succede?- la voce di Mary ci fece voltare verso di
lei che mi corse incontro:
- Joe che hai combinato?!-
- Io? Niente
domandalo a quel farabutto idiota
- Mary
mi zittì mettendomi una
mano sulla bocca: -
Che ci ha salvate !- finì lei
con un'aria di rimprovero nei miei riguardi.
Si volse verso Sparrow: - Vogliate scusarla capitano, ma delle
volte è un po'
troppo impulsiva
- disse lanciandomi
un'occhiataccia. Abbassai lo sguardo infuriata.
Vedo
- disse Jack divertito
- Tuttavia non posso fare a meno di ammirarla .. ha la stoffa
del pirata
- quelle
parole mi scombussolarono .
Essere un pirata era sempre stato il sogno della mia vita. Alzai
la testa e vidi che Mary mi stava sorridendo .
Si volse poi verso Jack :- Oh! beh sapete io e Joe
-
- Abbiamo fame e siamo stanche!- la interruppi.
Anche se sapevo che Sparrow non aveva creduto alle mie parole,
mai e poi mai gli avrei chiesto di far parte del suo equipaggio
.Ero troppo arrabbiata per ciò che era successo : - Bene
- disse Jack continuando a guardarmi- Per di qua
e per favore Mary dammi del "tu"-
- Va bene -
Ci condussero sotto coperta in una cabina: - Riposatevi e mangiate
a sazietà ci rivedremo più tardi
per qualunque
cosa chiamatemi
- e dopo un breve inchino, mi sorrise
maliziosamente e se ne andò.
- Ma sei matta?- mi disse Mary mentre prendevo un pezzo di pane
con del formaggio e dell'acqua per poi buttarmi sul letto.
- ?-
- Abbiamo passato tutta la vita a fare progetti per realizzare
il nostro sogno e ora che siamo a tanto così dal raggiungere
il traguardo
mandi tutto al diavolo???-
Smisi di mangiare. Mi volsi verso di lei : - Ha osato farsi
beffe di me
davanti a tutti!-
- Oh! Andiamo!! Non puoi certo dire di non avergli tenuto testa..
e poi di la verità
so che tipo sei
quel bacio
ti è piaciuto
-
- Mhh
- cercai di apparire indifferente ma in realtà
quel bacio mi era piaciuto
eccome . Quell'uomo era così strano e attraente allo
stesso tempo
- E va bene
gli parlerò per chiedergli se ha bisogno
di qualcuno nella sua ciurma
ma ora voglio dormire
-
Mi voltai dandole le spalle e chiusi gli occhi.
Mi svegliai qualche ora dopo. Mary non c'era. Uscii dalla cabina
e salii sul ponte.
Vidi vicino alla prua Mary in compagnia di una giovane. Parlavano
serenamente.
Decisi di non disturbarli . Mi sedetti su una cassa di rum,
a guardare il tramonto.
Respirai l'aria profumata di salsedine che mi carezzava il viso;
chiusi gli occhi per godere meglio quel momento:
- Attenta dolcezza, sei seduta sul mio adorato rum!- Capii subito
a chi apparteneva quella voce alle mie spalle così non
mi voltai: - Jack-
- Capitano Jack per il mio equipaggio-
Mi voltai di scatto verso di lui che guardava il mare colorato
dall'arancione del crepuscolo: - HAI ORIGLIATO!!!-
Alzò l'indice voltandosi verso di me: - Ah! Non è
esatto!! In realtà voi parlavate ad alta voce ed io non
posso farci niente se ho un buon udito. Allora
ci state?-
Mi tese la mano.
-
Ci stiamo
- gliela strinsi
- Bene! Allora stasera, avremo di che festeggiare quando arriveremo
a Tortuga
-
Il mio cuore prese a battere forte. Tortuga la città
dei pirati
Wow non ero più nella pelle
- Ah! A proposito..- ribadì lui alzandosi -
sono
contento che ti sia piaciuto il bacio di oggi volendo potrebbero
essercene altri in futuro
-
In quel momento gli avrei spaccato la faccia se non fossi stata
così felice per tutto ciò che stava accadendo
FINE FLASHBACK
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- Bene che ne dite di andare a mangiare qualcosa dal vecchio
Black?- chiese Rob (il giovane che aveva conosciuto Mary)
- Dipende
- dissi - C'è del buon rum?-
- Oh oh!!! Abbiamo una bevitrice di rum
- esclamò
Jack.
Mary mi strattonò per un braccio: - Che ti prende?
tu
non lo hai mai bevuto il rum
- mi sussurrò
- Appunto. Ora è il momento di iniziare
ora siamo
libere, goditi la vita!!- feci cenno verso Rob. Lei arrossì:
- Ma tu stai attenta - disse -questi sono pirati!-
- Si ma anche noi - le ricordai. Sorrise.
Infondo Mary era quella che mi cacciava sempre dai guai mentre
io ero quella pazza che non aveva paura di esagerare. In niente.
Mi voltai verso Jack : - Bene . Capitano, mi faccia strada!-
Lui mi guardò e ridendo s'inchinò e disse: - Con
molto piacere madame!-
Non so esattamente ciò che quell'uomo suscitava in me.
Era così strano e attraente allo stesso tempo. Forse
mi piaceva.
Mi divertiva stuzzicarlo, ed essere stuzzicata da lui.
Entrammo nella locanda non molto lontana dal porto e decidemmo
di sederci un po' in disparte , per mangiare in santa pace ed
evitare che qualcuno nello scazzottarsi ci venisse addosso.
Mi guardai attorno presa da quell'ambiente così accattivante.
Uno stagnante odore di liquori riempiva il locale e mi piaceva.
Una cosa mi colpì particolarmente.
Dietro al bancone, dove si trovavano le bottiglie di liquore,
c'era il modellino di un vascello pirata abbastanza grande e
ben definito nei particolari:
- Bello eh?!- disse Jack -quel modellino è l'orgoglio
di Black, il suo più grande tesoro -
Non mi girai a guardarlo e, con fare indifferente, mi appoggiai
allo schienale della sedia guardando il tavolo :
- Se è il suo più grande tesoro, mi dici come
fa a tenerlo così esposto? Chiunque potrebbe colpirlo
e romperlo
-
- Ma tu non conosci Black
- s'intromise Rob
Senza muovermi, volsi lo sguardo verso il ragazzo con aria interrogativa.
Poi una voce alle mie spalle disse: - Esatto. Non mi conoscete
altrimenti
sapreste che nessuno osa neppure avvicinarsi .
Mi voltai e vidi uomo sulla sessantina dall'aspetto piuttosto
simpatico
- Rob, capitano Sparrow
era da molto che non vi facevate
vivi
e il resto della ciurma?-
- Sparsi per Tortuga
- rispose Jack
- Vedo due facce nuove
- disse l'uomo volgendosi verso
Mary e me
- Due nuovi componenti dell'equipaggio, siamo qui per festeggiare
- raccontò Jack
- Ah! Quindi d'ora in poi avrò due nuove clienti
-
- Oh beh! Dipende da come si mangia e dal rum che avete
-
dissi io facendo
scoppiare a ridere Black: - Quindi vi porto il solito?-
- Si amico mio
-
Se ne andò lasciandoci li .Poco dopo tornò portandoci
tre bottiglie di rum:
- La cena arriverà tra poco, intanto dissetatevi un po'-
Jack ne prese una e versò il liquore in tutti i bicchieri
:- Voglio brindare all'arrivo di due nuovi pirati MARY e JOE!!
- poi tutto d'un fiato buttò giù il liquido subito
seguito da Rob:
- Ehm! Io preferisco andarci piano
- disse Mary
- Oh ! Non c'è problema. Non c'è problema
ognuno
qui è libero di fare o non fare quello che vuole-
Poi Sparrow si voltò verso di me: - E tu Joe? Ti unisci
in pieno ai nostri festeggiamenti? -
- In fondo è anche per me se festeggiamo. Perché
no?-
Senza pensarci due volte mandai giù tutto d'un fiato
il liquido che mi lasciò una scia infuocata man mano
che scendeva in gola e nello stomaco.
Chiusi gli occhi reprimendo un colpo di tosse :
Wow! Niente male
-
- Niente male davvero
- disse Jack con un sorriso provocatorio;
probabilmente
aveva capito che quella era la prima volta che bevevo.
Poco dopo arrivò Black con un bel po' di cibo. Mangiammo
a sazietà scolandoci due bottiglie di rum. Anche Mary
bevve, ma non più di un bicchiere
Io esagerai un tantino (anche se dopo due bicchieri ero già
in tilt) insieme a Jack .
Con la differenza, però che lui sembrava avesse bevuto
semplice acqua.
Bene
- dissi -
abbiamo mangiato, bevuto e chiacchierato
ora
che si fa?-
- Io sono stanca morta -disse Mary- penso che me ne tornerò
alla nave-
- Anch'io- aggiunse Rob
- Io non voglio andare già a dormire
la notte è
ancora giovane. Rimarrò qui ancora un po'. E tu Jack
cosa fai?- gli chiesi poi
- Resto anch'io. Non ho per nulla sonno dolcezza.-
- NON CHIAMARMI DOLCEZZA!!! Ah! Mary
- chiamai poi la mia
amica. Lei si avvicino ed io le sussurrai: - Non spassartela
troppo mi raccomando
-
- Joe tu sei ubriaca. Forse non dovrei lasciarti sola
-
- Non dirlo neppure ! e poi
io non sono ubriaca
-
- Noo!?-
- Beh! Forse un po' brilla
comunque vai!-
- Hei signore
- disse d'un tratto Jack-
lo sapete
che è da maleducati parlare nell'orecchio?-
- Oh mi scusi
non accadrà più
- poi
feci un occhiolino a Mary che mi sorrise divertita :-Allora
andiamo
- disse poi .
- Buona notte e non fate tardi -
Jack e io rimanemmo li ancora un po' a bere altro rum e a chiacchierare
dei pirati e della sua nave.
- Dimmi una cosa
- Jack si avvicinò a me come un
bambino che deve confessare il suo più importante segreto
ad un amichetto -
cosa vi ha spinto a fare quello che
avete fatto?-
- Tu fai troppe domande..- risposi versando altro rum nel mio
bicchiere
- Comunque sono stanca di stare chiusa qui dentro. Voglio fare
quattro passi-
- Va bene
-
Non appena mi alzai, vidi che tutto ciò che avevo attorno
girava come in un vortice
- Wow! Fermate il mondo voglio scendere!!
- Di solito il rum fa questo effetto le prime volte. Ma poi
ci si abitua
- disse Jack
- Hei !!Vedi che non è la prima volta rum!- ma nell'alterarmi
persi l'equilibrio e fui
presa subito da Jack.
- Ah no?!
non si direbbe..- disse divertito.
Barcollando, uscimmo dalla locanda dopo che il capitano aveva
lasciato due monete d'oro sul tavolo.
Appena fuori, respirai a pieni polmoni l'aria notturna. Poi
mi resi conto di essere ancora tra le sue braccia: - Vedi che
so camminare da sola!!! Non sono ubriaca
forse un po'
brilla - gli dissi spingendolo con forza
- Hei calma! Calma!- disse Jack -
volevo solo aiutarti
-
Scoppiai a ridere: - Tu? iutarmi?Andiamo! Lo so cosa vuole uno
come te da una ragazza ubriaca fradicia. Ma io non sono come
le altre e non sono ubriaca!-
Jack s'impostò davanti a me impedendomi di continuare
a camminare : - Ti rendi conto che stai ripetendo di continuo
di non essere ubriaca ?!-
- Uff!!! Ma che vuoi?- ero tremendamente scocciata.
- Voglio che mi rispondi alla domanda che ti ho fatto prima!-
- Cioè?- gli chiesi scansandomi per poi riprendere a
camminare fino a ritrovarci nel porto.
- Voglio sapere cosa vi ha spinte a scappare e a voler diventare
due pirati!-
- Ma perché non ti fai gli affari tuoi?!-
Jack Sparrow era capace di farmi andare su tutte le furie.
- Perché devo sapere che tipi sono i membri della mia
ciurma -
Mi fermai. Potevo sentire dal porto, il chiasso dei pirati che
cantavano e chiacchieravano nelle locande vicine.
- Se non ti fidi di noi, mi dici perché ci hai prese
nel tuo equipaggio?-
- Perché ho subito ammirato la tua impulsività,
e la freddezza della tua amica nelle situazioni più difficili-
Fui colpita dalle sue parole che sembravano sincere .
- Beh! Il motivo è semplice. Non ho mai sopportato le
regole. Tantomeno le aspettative che tutti avevano nei miei
riguardi. Scoprii che l'amicizia che mi legava a Mary era collegata
a quello che entrambe ci aspettavamo dal futuro grazie a una
persona che una volta mi disse "tu sei quello che decidi
di essere e quando saprai cosa fare della tua vita , non lasciare
che nessuno ti fermi"-
Mi voltai verso il mare. Poi mi girai verso la città
: - Questo è ciò che ci aspettavamo!- cominciai
a girare su me stessa con le braccia spalancate come per accogliere
il mondo nel mio vortice.
Ma la testa mi girava talmente che caddi a terra ridendo:
- Sei la persona più pazza che conosca
- disse Jack
chinandosi verso di me per aiutarmi ad alzare. Ci trovammo viso
contro viso -
e la più attraente
-
gli sorrisi: - Stavo per dirti la stessa cosa
devo essere
totalmente ubriaca
-
So per certo che l'avrei baciato se un conato di vomito non
avesse preso il sopravvento.
Mi girai appena in tempo .
Quella notte vomitai anche l'anima.
continua