Pirates of the Caribbean - Una Nuova Avventura

Capitolo 1


… Avevamo da poco attraccato nella città di Tortuga.
Mary ed io nonostante ci sentissimo un tantino spaesate, rimanemmo colpite da quella città che chiunque avrebbe definito un rozzo cumulo di pirati puzzolenti di rum e prostitute ma per noi era molto di più… per me era tutto…
Poter finalmente lasciare alle mie spalle il passato che in fondo non mi era mai appartenuto e man mano diventava sempre più offuscato. Liberare ciò che avevo dovuto reprimere fino ad allora; i miei istinti, la mia sete di avventure e di divertimenti senza freni…la Black Pearl era la nave che ci aveva trovate mentre vagavamo su una piccola scialuppa sotto il sole cocente del mar dei Caraibi.
Ma non aveva nessuna importanza come ero arrivata su quella nave ora perché nel mio cuore avevo sempre saputo che la mia vita sarebbe stata diversa da come gli altri se l'aspettavano e che Mary provava le stesse cose.
Quando eravamo due bambine, eravamo solite scappare nella foresta e giocare ai pirati, arrampicandoci sui rami degli alberi fingendo di possedere una nave.
- Signore… benvenute a Tortuga!!-esclamò Jack ondeggiando la mano davanti a noi come era suo solito fare.
Jack Sparrow era il comandante della nave un tipo molto strano con i suoi modi di fare sembrava perennemente ubriaco.
Ma i suoi occhi furono la prima cosa che notai quando aprii gli occhi e lo trovai a pochi centimetri dal mio viso…
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
FLASHBACK
"…Mi resi conto di essere sdraiata sul ponte di una nave. Sentivo una forte debolezza negli arti e avevo sete.
Rimasi a fissare quegli occhi per po', non dissi nulla. Erano così profondi… fu lui a rompere il silenzio:
- Dolcezza ti sei ripresa?-
Dolcezza?! Lo spinsi alzandomi a sedere con forza. Mi girava la testa per il troppo sole.
Quando riuscii a focalizzare ciò che mi circondava capii:
Pirati… siete dei pirati…- scoppiai a ridere. Mi alzai barcollando sotto lo sguardo
Stupito e in un certo senso divertito della ciurma.
- Dov'è la mia amica?- domandai acquistando stabilità
- Sta bene dolcezza è sottocoperta sta mangiando un boccone- mi rispose quello
Strano pirata. Si avvicinò ondeggiando, poi si tolse il cappello lasciando scoperta la bandana color rosso fuoco che aveva, e s'inchinò:
- Capitano Jack Sparrow … per servirvi…-
- Bene capitano!- dissi -penso che anch'io manderò giù qualcosa…- feci per
Andare:
- Non così in fretta!- sentenziò Jack che si rimise il cappello e avvicinandosi ancora
di più a me disse:
- Se permette, cosa ci fanno due dame vestite da uomo nel bel mezzo dell'oceano? Signorina…-
- Sono JOE! E sono scappata di casa con la mia amica…-
- E di grazia, perché?-
- Non sono affari che vi riguardano CAPITANO!…-
Quella provocazione stupì Jack che però subito dopo, chinando il capo da un lato, roteò su se stesso verso il resto della ciurma con un'espressione di finto sconvolgimento per poi tornare rivolto verso di me.
Alzò l'indice verso la mia faccia e disse: -…Lo sapete che con un pirata non si scherza? Specie se vi trovate sulla sua nave…-
Ma chi ha detto che scherzavo?-
- Non mettetemi alla prova… signorina…-
- IL MIO NOME E' JOE! E per vostra informazione CAPITANO! Non ho per nulla paura delle vostre minacce! So difendermi benissimo!-
Jack scoppiò a ridere:
-A me una spada!- gridò
Subito un vecchio ciccione barbuto gli cedette la spada: - Grazie John!-
Poi il capitano la porse a me: - Fammi vedere di cosa sei capace…JOE…-
Guardai la lama lucente, poi guardai i suoi occhi, di nuovo la lama e stavolta senza esitazione, afferrai la spada. Sferrai qualche colpo nel vuoto. Adoravo le spade.
Mi volsi verso Jack che intanto non mi aveva tolto gli occhi di dosso forse perché sorpreso dal mio spirito combattivo: - Bene!-
Sguainò la sua con un ghigno malizioso. Potevo sentire gli occhi di tutti su di noi, qualcuno ridacchiava anche.
Cominciammo a batterci, fui la prima ad attaccare. Mi teneva testa facilmente.
In fondo era lui il capitano! :
Per essere una donna te la cavi bene con la lama…- disse lui
- Strano…- ribadii io continuando a combattere -…stavo per dire la stessa cosa di
te!…-
Qualcuno nella ciurma rise: - Touchè!- sentenziò Jack che però poi disse:
- C'è solo una cosa…- con due colpi di spada mi disarmò costringendomi a retrocedere verso l'albero maestro fin quando la mia schiena toccò il legno caldo sotto i raggi del sole. Abbassò la spada e, senza darmi il tempo di dire o fare nulla, mi baciò sulle labbra, disse: - …una donna non fa questo…-
Tutti scoppiarono a ridere.
Io livida di rabbia, gli sferrai un pugno in faccia:
-MA QUESTO LO FANNO !!!E DELLE VOLTE ANCHE DI PEGGIO!!QUINDI RITIENITI FORTUNATO!-
Jack mosse la mascella, poi mi guardò:- Wow! Che donna! -
- Hei che succede?- la voce di Mary ci fece voltare verso di lei che mi corse incontro:
- Joe che hai combinato?!-
- Io? Niente…domandalo a quel farabutto idiota…- Mary mi zittì mettendomi una
mano sulla bocca: - …Che ci ha salvate !- finì lei con un'aria di rimprovero nei miei riguardi.
Si volse verso Sparrow: - Vogliate scusarla capitano, ma delle volte è un po' …troppo impulsiva…- disse lanciandomi un'occhiataccia. Abbassai lo sguardo infuriata.
Vedo…- disse Jack divertito
- Tuttavia non posso fare a meno di ammirarla .. ha la stoffa del pirata…- quelle
parole mi scombussolarono .
Essere un pirata era sempre stato il sogno della mia vita. Alzai la testa e vidi che Mary mi stava sorridendo .
Si volse poi verso Jack :- Oh! beh sapete io e Joe…-
- Abbiamo fame e siamo stanche!- la interruppi.
Anche se sapevo che Sparrow non aveva creduto alle mie parole, mai e poi mai gli avrei chiesto di far parte del suo equipaggio .Ero troppo arrabbiata per ciò che era successo : - Bene …- disse Jack continuando a guardarmi- Per di qua… e per favore Mary dammi del "tu"-
- Va bene -
Ci condussero sotto coperta in una cabina: - Riposatevi e mangiate a sazietà ci rivedremo più tardi … per qualunque cosa chiamatemi …- e dopo un breve inchino, mi sorrise maliziosamente e se ne andò.
- Ma sei matta?- mi disse Mary mentre prendevo un pezzo di pane con del formaggio e dell'acqua per poi buttarmi sul letto.
- ?-
- Abbiamo passato tutta la vita a fare progetti per realizzare il nostro sogno e ora che siamo a tanto così dal raggiungere il traguardo…mandi tutto al diavolo???-
Smisi di mangiare. Mi volsi verso di lei : - Ha osato farsi beffe di me… davanti a tutti!-
- Oh! Andiamo!! Non puoi certo dire di non avergli tenuto testa.. e poi di la verità… so che tipo sei…quel bacio ti è piaciuto…-
- Mhh…- cercai di apparire indifferente ma in realtà quel bacio mi era piaciuto
eccome . Quell'uomo era così strano e attraente allo stesso tempo …
- E va bene … gli parlerò per chiedergli se ha bisogno di qualcuno nella sua ciurma…ma ora voglio dormire…-
Mi voltai dandole le spalle e chiusi gli occhi.
Mi svegliai qualche ora dopo. Mary non c'era. Uscii dalla cabina e salii sul ponte.
Vidi vicino alla prua Mary in compagnia di una giovane. Parlavano serenamente.
Decisi di non disturbarli . Mi sedetti su una cassa di rum, a guardare il tramonto.
Respirai l'aria profumata di salsedine che mi carezzava il viso; chiusi gli occhi per godere meglio quel momento:
- Attenta dolcezza, sei seduta sul mio adorato rum!- Capii subito a chi apparteneva quella voce alle mie spalle così non mi voltai: - Jack-
- Capitano Jack per il mio equipaggio-
Mi voltai di scatto verso di lui che guardava il mare colorato dall'arancione del crepuscolo: - HAI ORIGLIATO!!!-
Alzò l'indice voltandosi verso di me: - Ah! Non è esatto!! In realtà voi parlavate ad alta voce ed io non posso farci niente se ho un buon udito. Allora… ci state?-
Mi tese la mano.
-…Ci stiamo…- gliela strinsi
- Bene! Allora stasera, avremo di che festeggiare quando arriveremo a Tortuga…-
Il mio cuore prese a battere forte. Tortuga la città dei pirati …Wow non ero più nella pelle
- Ah! A proposito..- ribadì lui alzandosi - … sono contento che ti sia piaciuto il bacio di oggi volendo potrebbero essercene altri in futuro… -
In quel momento gli avrei spaccato la faccia se non fossi stata così felice per tutto ciò che stava accadendo…
FINE FLASHBACK
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- Bene che ne dite di andare a mangiare qualcosa dal vecchio Black?- chiese Rob (il giovane che aveva conosciuto Mary)
- Dipende…- dissi - C'è del buon rum?-
- Oh oh!!! Abbiamo una bevitrice di rum…- esclamò Jack.
Mary mi strattonò per un braccio: - Che ti prende?…tu non lo hai mai bevuto il rum…- mi sussurrò
- Appunto. Ora è il momento di iniziare…ora siamo libere, goditi la vita!!- feci cenno verso Rob. Lei arrossì: - Ma tu stai attenta - disse -questi sono pirati!-
- Si ma anche noi - le ricordai. Sorrise.
Infondo Mary era quella che mi cacciava sempre dai guai mentre io ero quella pazza che non aveva paura di esagerare. In niente.
Mi voltai verso Jack : - Bene . Capitano, mi faccia strada!-
Lui mi guardò e ridendo s'inchinò e disse: - Con molto piacere madame!-
Non so esattamente ciò che quell'uomo suscitava in me. Era così strano e attraente allo stesso tempo. Forse mi piaceva.
Mi divertiva stuzzicarlo, ed essere stuzzicata da lui.
Entrammo nella locanda non molto lontana dal porto e decidemmo di sederci un po' in disparte , per mangiare in santa pace ed evitare che qualcuno nello scazzottarsi ci venisse addosso.
Mi guardai attorno presa da quell'ambiente così accattivante. Uno stagnante odore di liquori riempiva il locale e mi piaceva. Una cosa mi colpì particolarmente.
Dietro al bancone, dove si trovavano le bottiglie di liquore, c'era il modellino di un vascello pirata abbastanza grande e ben definito nei particolari:
- Bello eh?!- disse Jack -quel modellino è l'orgoglio di Black, il suo più grande tesoro -
Non mi girai a guardarlo e, con fare indifferente, mi appoggiai allo schienale della sedia guardando il tavolo :
- Se è il suo più grande tesoro, mi dici come fa a tenerlo così esposto? Chiunque potrebbe colpirlo e romperlo …-
- Ma tu non conosci Black…- s'intromise Rob
Senza muovermi, volsi lo sguardo verso il ragazzo con aria interrogativa. Poi una voce alle mie spalle disse: - Esatto. Non mi conoscete…altrimenti sapreste che nessuno osa neppure avvicinarsi .
Mi voltai e vidi uomo sulla sessantina dall'aspetto piuttosto simpatico
- Rob, capitano Sparrow…era da molto che non vi facevate vivi…e il resto della ciurma?-
- Sparsi per Tortuga …- rispose Jack
- Vedo due facce nuove…- disse l'uomo volgendosi verso Mary e me
- Due nuovi componenti dell'equipaggio, siamo qui per festeggiare - raccontò Jack
- Ah! Quindi d'ora in poi avrò due nuove clienti…-
- Oh beh! Dipende da come si mangia e dal rum che avete…- dissi io facendo
scoppiare a ridere Black: - Quindi vi porto il solito?-
- Si amico mio…-
Se ne andò lasciandoci li .Poco dopo tornò portandoci tre bottiglie di rum:
- La cena arriverà tra poco, intanto dissetatevi un po'-
Jack ne prese una e versò il liquore in tutti i bicchieri :- Voglio brindare all'arrivo di due nuovi pirati MARY e JOE!! - poi tutto d'un fiato buttò giù il liquido subito seguito da Rob:
- Ehm! Io preferisco andarci piano …- disse Mary
- Oh ! Non c'è problema. Non c'è problema…ognuno qui è libero di fare o non fare quello che vuole-
Poi Sparrow si voltò verso di me: - E tu Joe? Ti unisci in pieno ai nostri festeggiamenti? -
- In fondo è anche per me se festeggiamo. Perché no?-
Senza pensarci due volte mandai giù tutto d'un fiato il liquido che mi lasciò una scia infuocata man mano che scendeva in gola e nello stomaco.
Chiusi gli occhi reprimendo un colpo di tosse :
Wow! Niente male…-
- Niente male davvero …- disse Jack con un sorriso provocatorio; probabilmente
aveva capito che quella era la prima volta che bevevo.
Poco dopo arrivò Black con un bel po' di cibo. Mangiammo a sazietà scolandoci due bottiglie di rum. Anche Mary bevve, ma non più di un bicchiere
Io esagerai un tantino (anche se dopo due bicchieri ero già in tilt) insieme a Jack .
Con la differenza, però che lui sembrava avesse bevuto semplice acqua.
Bene…- dissi -…abbiamo mangiato, bevuto e chiacchierato…ora che si fa?-
- Io sono stanca morta -disse Mary- penso che me ne tornerò alla nave-
- Anch'io- aggiunse Rob
- Io non voglio andare già a dormire …la notte è ancora giovane. Rimarrò qui ancora un po'. E tu Jack cosa fai?- gli chiesi poi
- Resto anch'io. Non ho per nulla sonno dolcezza.-
- NON CHIAMARMI DOLCEZZA!!! Ah! Mary…- chiamai poi la mia amica. Lei si avvicino ed io le sussurrai: - Non spassartela troppo mi raccomando…-
- Joe tu sei ubriaca. Forse non dovrei lasciarti sola…-
- Non dirlo neppure ! e poi…io non sono ubriaca…-
- Noo!?-
- Beh! Forse un po' brilla …comunque vai!-
- Hei signore…- disse d'un tratto Jack- …lo sapete che è da maleducati parlare nell'orecchio?-
- Oh mi scusi…non accadrà più…- poi feci un occhiolino a Mary che mi sorrise divertita :-Allora … andiamo…- disse poi .
- Buona notte e non fate tardi -
Jack e io rimanemmo li ancora un po' a bere altro rum e a chiacchierare dei pirati e della sua nave.
- Dimmi una cosa…- Jack si avvicinò a me come un bambino che deve confessare il suo più importante segreto ad un amichetto - …cosa vi ha spinto a fare quello che avete fatto?-
- Tu fai troppe domande..- risposi versando altro rum nel mio bicchiere
- Comunque sono stanca di stare chiusa qui dentro. Voglio fare quattro passi-
- Va bene…-
Non appena mi alzai, vidi che tutto ciò che avevo attorno girava come in un vortice
- Wow! Fermate il mondo voglio scendere!!
- Di solito il rum fa questo effetto le prime volte. Ma poi ci si abitua…- disse Jack
- Hei !!Vedi che non è la prima volta rum!- ma nell'alterarmi persi l'equilibrio e fui
presa subito da Jack.
- Ah no?!…non si direbbe..- disse divertito.
Barcollando, uscimmo dalla locanda dopo che il capitano aveva lasciato due monete d'oro sul tavolo.
Appena fuori, respirai a pieni polmoni l'aria notturna. Poi mi resi conto di essere ancora tra le sue braccia: - Vedi che so camminare da sola!!! Non sono ubriaca… forse un po' brilla - gli dissi spingendolo con forza
- Hei calma! Calma!- disse Jack -…volevo solo aiutarti …-
Scoppiai a ridere: - Tu? iutarmi?Andiamo! Lo so cosa vuole uno come te da una ragazza ubriaca fradicia. Ma io non sono come le altre e non sono ubriaca!-
Jack s'impostò davanti a me impedendomi di continuare a camminare : - Ti rendi conto che stai ripetendo di continuo di non essere ubriaca ?!-
- Uff!!! Ma che vuoi?- ero tremendamente scocciata.
- Voglio che mi rispondi alla domanda che ti ho fatto prima!-
- Cioè?- gli chiesi scansandomi per poi riprendere a camminare fino a ritrovarci nel porto.
- Voglio sapere cosa vi ha spinte a scappare e a voler diventare due pirati!-
- Ma perché non ti fai gli affari tuoi?!-
Jack Sparrow era capace di farmi andare su tutte le furie.
- Perché devo sapere che tipi sono i membri della mia ciurma -
Mi fermai. Potevo sentire dal porto, il chiasso dei pirati che cantavano e chiacchieravano nelle locande vicine.
- Se non ti fidi di noi, mi dici perché ci hai prese nel tuo equipaggio?-
- Perché ho subito ammirato la tua impulsività, e la freddezza della tua amica nelle situazioni più difficili-
Fui colpita dalle sue parole che sembravano sincere .
- Beh! Il motivo è semplice. Non ho mai sopportato le regole. Tantomeno le aspettative che tutti avevano nei miei riguardi. Scoprii che l'amicizia che mi legava a Mary era collegata a quello che entrambe ci aspettavamo dal futuro grazie a una persona che una volta mi disse "tu sei quello che decidi di essere e quando saprai cosa fare della tua vita , non lasciare che nessuno ti fermi"-
Mi voltai verso il mare. Poi mi girai verso la città : - Questo è ciò che ci aspettavamo!- cominciai a girare su me stessa con le braccia spalancate come per accogliere il mondo nel mio vortice.
Ma la testa mi girava talmente che caddi a terra ridendo:
- Sei la persona più pazza che conosca…- disse Jack chinandosi verso di me per aiutarmi ad alzare. Ci trovammo viso contro viso -…e la più attraente …-
gli sorrisi: - Stavo per dirti la stessa cosa …devo essere totalmente ubriaca…-
So per certo che l'avrei baciato se un conato di vomito non avesse preso il sopravvento.
Mi girai appena in tempo .
Quella notte vomitai anche l'anima.



























II capitolo

Aprii gli occhi a fatica e mi guardai attorno .
Era la mia cabina e Mary non c'era. Doveva essere piuttosto tardi. Mi alzai a sedere cercando di ricordare qualcosa della sera precedente ma era inutile.
Avevo un mal di testa da impazzire.
L'unica cosa che ricordavo era quando bevevo alla locanda di Black, poi il nulla:
-Chissà che è successo…-
- Alleluia ti sei svegliata!- mi voltai e vidi Mary che entrava in stanza e si sedeva
vicino a me .
- Hai fatto le ore piccole eh?-
La guardai : - Io non ricordo quasi niente … mi sa che ho esagerato col rum…-
- Ma va?!! Te lo avevo detto che dovevi andarci piano-
- Hei! Ora non farmi la predica!! Piuttosto…com'è andata poi con Rob?-
Mary mi guardò con aria interrogativa : - Com'è andata cosa?-
- E' successo qualcosa di interessante?-
Lei sbuffò :
-Siamo arrivati alla nave e dopo aver chiacchierato ce ne siamo andati a dormire. Lui nella SUA cabina e io nella MIA…-
- Ne sei sicura??!…-
- Tu giochi troppo con l'immaginazione…-
- Ah!- la interruppi bruscamente -…non venirmi a dire che non ti piace. Ho visto come lo guardi … e come ti guarda…-
- E' un amico ed è gentile. Tutto qui!-
- Puoi dirmi quello che ti pare. Tanto sono sicura di quello che penso…Uh ! Chi vivrà vedrà…- esclamai con tono proverbiale
- Mi sa che l'effetto del rum non ti è passato ancora. Cambiando discorso, oggi ci attende una giornata pesante quindi anima e coraggio!!-
Detto questo si alzò e uscì dalla cabina lasciandomi di nuovo sola col mal di testa cercando invano di capirci qualcosa sulla sera precedente.
Dopo un po' mi alzai con riluttanza e uscii sul ponte.
Non c'era nessuno. Mi guardai attorno con aria interrogativa:
Hei tu!- mi sentii chiamare .
Mi voltai e vidi Wilson (un tipo simpatico dai capelli rossi e arruffati come la sua barba). Gli sorrisi e andandogli incontro notai che stava lucidando un pugnale :
-Mi piace pulire le mie armi …- disse-…per me è sempre come se combattessi per la prima volta…-
-Ma dove si sono cacciati tutti?- gli chiesi
- A prendere i carichi di viveri con Jack. Anche Mary è andata …-
- E tu?-
- Beh! Sono stato incaricato di fare la guardia alla nave…-
- Dì pure che se pigro!-
Wilson si voltò verso di me e con aria di sfida disse: - E tu allora che passi la mattinata dormire dopo un sbronza di quel genere?-
-Ma che centra questo?-
Ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere . Stare in mezzo a tipi come lui mi faceva (per la prima volta) sentire realmente a casa mia.
-Voi due!!!- ci chiamò Cyd (un altro membro della ciurma) dal porto -…invece di stare lì a non far niente, venite a darmi una mano con queste casse!-
Passammo tutta la giornata a caricare i viveri sulla nave. Fu una vera faticaccia!!
Jack, però non si fece vivo fino a sera.
Quando arrivò, io ero appoggiata al timone voltata verso il largo. Stavano ormai spuntando le prime stelle ed io ero sfinita. Quando mi voltai per andare verso le cabine a mangiare notai che mi stava guardando con il suo solito sorriso da saputello.
Per un attimo mi fermai a fissarlo : - Che hai da guardare?-
- Dolcezza…- disse avvicinandosi-…passata la sbornia?-
sbuffai : - Ti ho detto che odio essere chiamata dolcezza!!-
mi guardò con un'espressione strana: - Tu non ricordi nulla di ieri sera eh?!-
- Perché c'è qualcosa che dovrei ricordare?-
- Mah…-
Jack si voltò e stava andandosene quando lo sentii dire: -… Muoviti se vuoi trovare ancora qualcosa da mangiare …-
Fui tentata dal fermarlo per farmi dire qualcosa sulla sera precedente, ma un strano disagio m'impedì di farlo così andai in cabina a mangiare.

Più tardi Mary ed io eravamo in cabina nelle nostre cuccette. Il sonno mi stava già avvolgendo quando mi sentii chiamare: - Joe… dormi?-
- No…-
- Io …ho bisogno di dirti una cosa…-
- Spara- Mary ridacchiò:
-Se fossi Wilson tirerei fuori la pistola … comunque non importa, torna a dormire, sei stanca-
- No dai dimmi-
- Ma è una stupidaggine…non vale nemmeno la pena di parlarne…-
- Non puoi lasciarmi sulle spine! Hai cominciato…ora finisci-
Mi alzai accesi una candela e mi sedetti di fronte a lei con le gambe incrociate, pronta ad ascoltarla. Mary sapeva quanto fossi testarda e allora si rassegnò e cominciò a parlare:
- Stamattina, quando ti ho lasciata qui e sono salita sul ponte, ho incontrato proprio Wilson che mi ha detto di andare alla bottega della Polena Rossa per aiutare gli altri a prendere le casse con i viveri e portarli alla nave.
Ho cominciato a camminare per la città convinta di dove stessi andando. Poi, però, mi sono resa conto di aver perso il senso dell'orientamento…e stavo pensando a dove diamine mi ero cacciata. Nel vagare nei vicoli di Tortuga, ho incontrato Rob " Meno male che sei qui… mi sono persa, non riesco a trovare la bottega…"lui dopo avermi guardato in faccia è scoppiato a ridere "Vedi che è proprio qui dietro…" mi ha risposto posando a terra due enormi casse e indicandomi gli altri che uscivano carichi di roba.
" Certo che per essere un pirata hai un senso dell'orientamento che lascia un po' a desiderare…"-
- E tu?- chiesi alla mia amica impaziente -… che gli hai detto? -
- Joe tu mi conosci ! Non sono il tipo che si mette a battibeccare per sciocchezze…così gli ho risposto che aveva ragione, ma che sto facendo del mio meglio per adattarmi e imparare. In fondo sono solo due giorni che siamo qui ed è successo tutto molto in fretta . Poi sono andata nella bottega da Jack e ho cominciato a portare le casse …-
- E allora?…Questo è tutto?-
- Abbi pazienza! Fammi parlare. Ti stavo dicendo che la cosa che mi ha sorpreso è che mentre stavo andando alla nave con un carico di provviste, Rob mi è venuto vicino e mi ha chiesto scusa per quello che aveva detto. Poi mi ha preso una cassa di mano e… l'ha portata lui…. Il punto è che …è stato così gentile con me…che io….in quel momento, quando mi ha sorriso dicendo di volermi dare una mano ….diciamo….che mi è tornato in mente quello che mi hai detto tu…solo che…-
- OH! NOOO!!!!- esclamai d'un tratto interrompendo il discorso di Mary:
- Che c'è? Che ho fatto??-
- Tu niente ma…OH NON E' POSSIBILE!!!!-
- Cosa? Joe dimmi qualcosa, mi stai spaventando…-
Guardai la mia amica che mi squadrava con un'aria preoccupata :
- Ora ricordo quello che è successo ieri sera …con…Jack…-
Mary spalancò gli occhi : - Perché, che hai fatto con il capitano??!-
- Cosa stavo per fare… stavo per… baciarlo, ma il vomito me lo ha impedito… ero completamente ubriaca!!Il mio cervello non era collegato con il resto del corpo !!-
Mary scoppiò a ridere : - E tu che mi prendevi in giro per Rob!!…tu e Jack…HA HA HA!!!…-
- OH! INSOMMA! FINISCILA!! NON E' DIVERTENTE!Ora capisco perché prima mi ha guardato con quella stupida espressione e mi ha chiesto se ricordavo qualcosa di ieri sera!!- scattai in piedi e, senza pensarci due volte uscii dalla cabina ignorando il richiamo di Mary che ancora non aveva smesso di ridere.
Salii sul ponte . L'aria notturna mi fece rabbrividire ma non ci feci caso perché ero troppo arrabbiata. Trovai Jack a prua seduto con una bottiglia di rum mezza vuota tra le mani:
- Sei un idiota!!!-
Lui con fare indifferente, roteò la testa verso di me e sorrise divertito: -Ne vuoi un goccetto?- mi chiese poi porgendomi la bottiglia
-Ti diverti così tanto a prendermi in giro??-
- Chi? IO???-
- Sai benissimo che non ti bacerei nemmeno per tutto l'oro del mondo!!!-
- Ah Davvero?!Ho qualche dubbio al riguardo…-
- DIAMINE ERO UBRIACA!!!!!E POI SEI STATO ANCHE TU…-
- Si …-rispose Jack tranquillamente - …io l'ammetto, a differenza di te… e poi, scusa, non hai continuato tutta la sera a dire di essere lucida?…-
Quello fu troppo !!Avrei tanto voluto strangolarlo.Era capace di lasciarmi senza parole nel vero senso del termine: -BASTA!!!!ME VADO A DORMIRE -urlai girando i tacchi e tornandomene in cabina, senza sentire Jack che sorridendo soddisfatto mi sussurrò- Sogni d'oro…..-

I primi raggi di luce rendevano il cielo di un tenue color pesca . Una fresca brezza mattutina accompagnò la Black Pearl in mare aperto; a salutarla il verso dei gabbiani. Dal mare la città di Tortuga ancora addormentata non perdeva per nulla la sua bellezza. Presto ci saremo tornate, ma ora era tempo di vagare nel mare alla ricerca di nuove avventure ignorando cosa, ci sarebbe capitato… e chi avremmo incontrato….

































III capitolo


- Aiuto!!!Per favore aiutateci!!- urlavamo alla nave mercantile che si stagliava davanti alla scialuppa in cui Mary ed io ci trovavamo.
Il capitano guardò attraverso il cannocchiale me e la mia amica :
- Presto! Andate ad aiutare quelle due ragazze!!-
La nave si avvicinò e noi fummo aiutate a salire :
- Oh! Grazie a Dio capitano ci avete trovate!!!- esclamò Mary sconvolta
- La nostra nave è affondata giorni fa…oh! Temevamo di morire!-
- Ora non avete nulla da temere madamigelle!…- ci rassicurò il capitano che inchinandosi si presentò: - Sono il capitano Harry Hadson e qui sul " Giglio Ambrato" siete le benvenute. Sarete stanche e affamate…vi farò preparare immediatamente una cabina-
Mi avvicinai a lui fingendo di ammirare la nave: - Oh! Beh! Non dovete disturbarvi tanto …- dissi quasi sottovoce andando alle sue spalle. Per un attimo mi fermai.
Poi tutto avvenne in un lampo: afferrai il pugnale che avevo nascosto nella scollatura del corsetto e glielo puntai alla gola strattonandolo con l'altro braccio
- Nessuno osi muovere un passo!!!- gridò Mary rivolta all'equipaggio estraendo due pistole dalla gonna :
- Ora capitan, vogliate essere così gentile da ordinare ai vostri uomini di buttare in mare tutte le armi?- dissi nel suo orecchio
- Ma… cosa vi prende?!- balbettò lui
- Probabilmente il troppo sole ha avuto una pessima influenza…o no…ORA FATE QUELLO CHE VI HO DETTO!!-lo strattonai con più forza premendo leggermente il pugnale sulla gola .
- Bu…buttate le armi…-
Tutti ubbidirono anche se con riluttanza .
Un sottoufficiale tentò di opporre resistenza, ma non ebbe il tempo di dire o fare nulla perché Mary gli sparò un colpo che fece cadere il suo cappello mentre con l'altra pistola aveva sotto tiro tutti gli altri: - Fai un altro passo e non sbaglierò mira…- disse.
La guardai ammiccando. Lei mi rispose con un ghigno e sparò tre colpi in aria con la pistola.
Dopo poco, la Perla Nera sbucò da dietro un isolotto di scogli e, velocemente si avvicinò a noi in tutto il suo splendore.
I nostri compagni salirono sul Giglio; dopo aver fatto piazza pulita, tornammo sulla Perla e ci allontanammo. Non prima, però, di aver messo fuori uso il timone del Giglio Ambrato:
- Hei gran bel lavoro!!!- si complimentò Wilson avvicinandosi.
Lo guardai lanciandogli uno sguardo malizioso. Ero decisamente soddisfatta di me stessa…ma quel dannato corsetto mi impediva la respirazione.
Sbuffai: - Devo togliermi questo maledetto affare! Non lo sopporto!!-
- Ottima idea!!!- esclamò lui
-Sogna tesoro…sogna…- mi voltai ridendo e me ne andai in cabina.
Fu una vera impresa slacciare il corsetto. Poi finalmente indossai i miei adorati e comodi abiti maschili.
Misi poi la cintura con il pugnale e la pistola e tornai sul ponte. Mi sedetti sul parapetto della nave che, a vele spiegate, scivolava veloce sull'acqua.
Erano passati tre mesi dalla partenza da Tortuga…già tre mesi…quante cose avevamo imparato in quell'arco di tempo… il cielo era coperto da spesse nubi sembrava quasi stesse per piovere, tuttavia non una goccia d'acqua cadeva.
Erano ormai alcuni giorni che uno strano presentimento mi attanagliava la mente e quel tempo altrettanto ambiguo non mi era certo d'aiuto:
- Complimenti dolcezza, oggi avete fatto un gran bel colpo!!- il capitano Jack Sparrow si avvicinò molleggiando come al suo solito per poi sedersi di fianco a me .
Mi porse una bottiglia di Rum .
Gli sorrisi prendendola e bevendone lunghi sorsi: - …lo so!!- risposi entusiasta. Ormai mi ero abbastanza abituata alle dosi massicce di alcool (stando comunque attenta a non esagerare dopo l'esperienza di quella sera di tre mesi prima…da allora il passatempo preferito mio e di Jack era di punzecchiarci a vicenda…)
Si aggiustò i baffi: - Dovremmo festeggiare…- mi sussurrò poi a pochi centimetri dal mio orecchio
-Oh!…- mi voltai a guardarlo negli occhi -…e dimmi…cosa suggeriresti?-
- Beh! Che ne diresti di riparlarne nella mia cabina?-
mi avvicinai pericolosamente a lui, tanto da poter sentire il suo respiro sul mio viso:
- Avviati pure… io ti seguirò…IN UN' ALTRA VITA E IN UN ALTRO MONDO!-
scoppiai a ridere scendendo dal parapetto. Mi voltai verso di lui : - Con il suo permesso Capitano Sparrow…-mi voltai sghignazzando e andai da Mary che aveva ancora indosso il suo sontuoso abito da damigella di corte. Stava parlando con Rob e Wilson circa il bottino.
- Hei non ti sei ancora cambiata?-le chiesi
- No … stavo controllando il nostro "guadagno" - mi rispose entusiasta.
- Mi bastava guardarla per capire che anche lei era fiera di ciò che era riuscita a fare
- Evidentemente le mie lezioni hanno dato i loro frutti- disse Rob guardando la mia amica che gli sorrise con aria soddisfatta. Ormai si capiva chiaramente che quei due si piacevano ma a quanto pare, nessuno voleva fare la prima mossa.
Mary si sedette su una enorme cassa e, alzandosi la gonna fino al ginocchio, incrociò le gambe:
- Hei Wilson mi dai un goccetto di Rum? Ho la gola secca!- si rivolse al ragazzo dai capelli rossi che le porse tranquillamente la piccola bottiglietta che aveva sempre con se: - Non scolartela tutta-
- Tranquillo -
Guardandola mi fermai a pensare, per la prima volta, a quanto anche lei era cambiata:
- Dovevi vederla con che naturalezza maneggiava le pistole…-dissi a Rob. Poi mi volsi verso Mary- Che spirito agguerrito eh?!-
Lei mi guardò. Aveva una strana luce negli occhi: -Ora le cose non sono più come quando eravamo a Gorge Town…-
- GEORGE TOWN ?!…- esclamò Wilson - …voi siete di Gorge Town?-
- Cambiamo discorso?!- m'intromisi io fulminando Mary con lo sguardo
- Perché non parli mai del tuo passato?-
- Proprio perché è passato. Io voglio vivere il presente e pensare al futuro…- risposi con decisione
- NAVEEEE DRITTO DAVANTI A NOI!!!- urlò Dale dalla cima dell'albero maestro. Il vento soffiò più forte, mi fece rabbrividire.
Andai da Jack che dal timone osservava attraverso il suo cannocchiale la nave che si avvicinava sempre di più: - Allora… chi sono??-
- Amici…- si limitò a rispondere Jack. Non resistetti alla tentazione, così gli tolsi dalle mani il cannocchiale e guardai la nave che si avvicinava velocemente ignorando il capitano. Riuscii a leggere il nome del vascello con non poche difficoltà: Evil Rose.

Le due navi si avvicinarono: - Chi sono?- mi chiese Mary
- Non lo so…- risposi- …Jack ha detto che sono amici…
- E' la nave del capitano Elis e di Drake…- ci spiegò Rob - …conoscono Jack da sempre…-
ELIS?!!Mary ed io ci guardammo negli occhi… non poteva essere…:
- GETTATE L'ANCORA!- ordinò il capitano.
Fu messa una passerella tra la Perla e la Rosa.
Il primo a salire sulla nave era un uomo dai capelli ricci e neri; quasi non si vedeva il volto tanto erano folti. Dietro di lui una donna, dai lunghi capelli ricci tenuti a bada con una grande fascia e con gli occhi color smeraldo:
- Jack vecchio mio da quanto tempo…- Drake gli strinse la mano
-Chi non muore si rivede eh ?-rispose il capitano della Perla - …se me lo concedi Drake…Elis sei sempre bellissima…- disse accennando un mezzo inchino
- Andiamo idiota!!!- la donna abbracciò Jack affettuosamente senza accorgersi del fatto che io la stavo osservando allibita.Evidentemente non si era accorta di me né di Mary.
- Venite, venite a cosa devo questa urgenza di parlarmi?- chiese Sparrow
- Siamo qui per metterti in guardia….-ma le parole di Elis le morirono in gola quando vide me e Mary: - …Su cosa?… -insistette Jack ma nessuno più lo ascoltava
- Sei…sei proprio tu?- chiesi io avvicinandomi a lei.
- Joe…Mary…-
Tutte e tre scoppiammo a ridere abbracciandoci:
- Ma che ci fate sulla nave di Jack?-
- Facciamo parte del suo equipaggio!!!-esclamò Mary
- Si…avevi ragione tu…-aggiunsi
- E chi poteva immaginarselo che due scricciole come voi potessero diventare delle così belle donne…-
- Hei anche tu eri solo una ragazzina!!-
- Aspetta se ricordo…voi avevate 14 anni…giusto?- annuii felice:
- E tu 18…-
- Signore…- c'interruppe Jack -…da quel che vedo dedurrei che già vi conoscete…ma potreste far capire qualcosa anche a noi?-
- Loro sono quelle due ragazzine che mi aiutarono a scappare dalla prigione di George Town…- raccontò Elis
- Com'è piccolo il mondo…-esclamò Drake
-Cosa è successo?- domandò poi Mary-…vi vedo allarmati per qualcosa…-
- Si …dobbiamo andare subito a Tortuga…-
- Perché?- chiesi incuriosita
- Sembrerebbe che li sia diretto il vascello di un pirata che ha rinnegato il Codice di fratellanza…-
-Beh?!Qual è il problema?Si sa che di solito il codice viene visto più che altro come..una traccia…- spiegò Wilson
- Con questo è diverso …pare miri a qualcosa di più…- spiegò Drake-…qualcosa per cui valga la pena distruggere tutto ciò gli si trova davanti …qualcosa il cui unico modo per venirne in possesso è andare a Tortuga…-
Rabbrividii l'aria si fece stranamente fredda. Il solo pensiero che il nostro rifugio, la nostra casa, potesse essere distrutta da un pazzo troppo preso da manie di grandezza, mi raggelava il sangue nelle vene.
- Lo conoscete?-
- No…però pensiamo possa trattarsi di Stone…-
- STONE?- esclamò Rob - …pensavo fosse morto…-
Mi voltai verso Jack con aria interrogativa e (forse per la prima volta) lo vidi con una espressione seria e pensierosa.
Per un attimo nessuno parlò poi il capitano ci guardò e disse : - E' ora di tornare a casa…-



















IV capitolo

Mary era davanti al timone in compagnia di Rob.
Toccava a loro il primo turno di guardia. Controllavano la rotta per evitare che la nave prendesse una direzione diversa e li portasse nella parte opposta dei Caraibi.
Con l'aiuto della bussola, cercavano di tenere la giusta rotta verso Tortuga.
Nessuno dei due parlava. Tutti sembravano piuttosto strani, direi quasi in ansia dal giorno in cui avevamo parlato con Drake e Elis.Quello Stone, poi incuriosiva molto me e Mary, ma tutti evitavano di parlarne, cosa ancra più ambigua. Rob ruppe il silenzio: - Preoccupata?…-
-Potrei farti la stessa domanda…-
- …Rob…-lo chiamò poi dopo alcuni attimi di silenzio.
- ?-
- Chi è questo Stone?-
Il ragazzo dapprima non rispose. Poi, senza guardarla disse: - Nessuno per cui valga la pena parlarne…-
- Dall'espressione che avete fatto quando Elis lo ha nominato non direi proprio…-
-Te ne parlerò se ce ne sarà bisogno…-
- Ma…-
- Sta tranquilla e fidati…va bene?- Mary annuì senza troppa convinzione volgendo lo sguardo al timone. Odiava quando le si dicevano cose solo per metà.
Ad un tratto si resero conto che il vento era aumentato e il mare stava ingrossando. Si doveva ridurre la velatura:
- Resta qui controlla il timone. Me ne occupo io- disse Rob
Tirando degli stragli, ammainò una delle vele e si arrampicò sull'albero per andare a legarla. Scese e si avvicinò al parapetto per sistemare dei cavi.
Con il vento sempre più forte, Mary aveva difficoltà a governare la nave.
Dovette virare improvvisamente a tribordo e le vele, guidate dal vento, cambiarono direzione. La boma (l'asta orizzontale fissata all'albero)girando, colpì Rob nel fianco che cadde a terra dolorante:
- Oh no!Rob!!- urlò Mary correndo dal ragazzo : - Ti prego! Scusa!!Non volevo… Oh…ti ho fatto male?-
Il viso preoccupato della ragazza si trovava a pochi centimetri da quello di Rob che la guardava senza parlare…la sua mano sfiorò dolcemente una guancia di Mary.
Alzò la testa quel po' che bastava per poggiare le labbra su quelle della ragazza che ne rimase sorpresa ma dentro di sé, sapeva di aver sempre desiderato quel momento.
Quando le loro labbra si separarono, continuarono a guardarsi negli occhi senza parlare:
- IL TIMONE!!!- esclamò poi Mary alzandosi e correndo a fissare il timone nella giusta rotta fissandolo con una corda.
La cosa, però era piuttosto complicata:
-Lascia…ti aiuto…-disse Rob che si era alzato e avvicinato a lei. Fissò ben bene il timone.
Mary non disse nulla. Semplicemente si limitò a guardarlo mentre l'aiutava…era così dolce…
- Ecco fatto…- disse Rob voltandosi verso di lei e sorridendole.
A quel punto Mary non seppe resistere .
Gli strinse le braccia intorno al collo e lo baciò come se non avesse aspettato altro dal primo momento in cui l'aveva visto.
Rob le cinse la vita e si lasciò trasportare da quel gesto tanto dolce quanto appassionato.
Si separarono solo per riprendere fiato, senza però allontanare i loro volti uno dall'altro. Fronte contro fronte…si guardarono negli occhi e risero entrambi.
Mary nascose il suo viso tra la spalla e il collo di Rob mentre lui la stringeva teneramente tra le sue braccia.
































V capitolo

Il vento era cambiato.
Jack manovrava il timone:
- Issate la vela di trinchetto!- ordinò per sfruttare a pieno il vento.
- Me ne occupo io ! - dissi arrampicandomi velocemente sull'albero. Arrivai sul picco e sciolsi i cavi che mantenevano la vela ammainata. Wilson legò la parte inferiore alla boma.
Rimasi seduta lassù a guardare l'orizzonte. Il mare tinto d'argento rifletteva le spesse nubi che incombevano minacciose nel cielo.
A un paio di miglia la Evil Rose seguiva la nostra stessa rotta.
Sbuffai. Avevo una brutta sensazione; senza contare il fatto che, a causa di quello che stava accadendo, sulla nave c'era una strana tensione.
Ma qualcosa mi diceva che era Jack quello che aveva di più a che farci con questa storia. Lo avevo capito dall'espressione che aveva fatto quando Drake aveva nominato Stone. Da allora erano passate tre settimane, e tutti evitavano di parlarne.
Ormai doveva mancarci poco per arrivare a Tortuga:
- Hei ragazzina se hai fame ti conviene scendere …- la voce di Wilson mi riportò alla realtà: -Ragazzina a chi ?!- scesi sul ponte :
- Non ho fame…- dissi-… vado a fare un sonnellino- ero proprio esausta. Avevo passato la giornata a pulire il ponte della nave con Dale e Bolger: -Non dimenticarti che stasera abbiamo il primo turno di guardia-
- Tranquillo -
Scesi sottocoperta. Quando arrivai in cabina slacciai la cintura con le mie armi buttandola a terra e mi lasciai cadere a peso morto sul letto.
Ripensai a quando Mary, giorni prima, mi raccontò, traboccante di entusiasmo, ciò
che era successo tra lei e Rob. Chiusi gli occhi sorridendo. Almeno era capitato qualcosa di bello in quei giorni…



- Joe svegliati!!-
- NO!!!-
qualcuno mi strattonò-…è stato un sogno…solo un sogno…-
spalancai gli occhi sussultando. Mary era vicino a me. Era stata lei a svegliarmi.
Mi alzai a sedere sul letto stropicciandomi gli occhi:
- Mary…sei tu…Diavolo che sogno orribile…-mi veniva la pelle d'oca solo a pensarci.
Mi accorsi solo dopo che con lei c'era Rob. Evidentemente erano scesi in cabina per stare un po' …ehm…in santa pace…
Guardai fuori dalla finestra. Era buio . Avevo dormito una giornata intera:
- Diamine! Ho il primo turno di guardia con Wilson!!- Mi alzai dal letto afferrando la mia cintura. Corsi verso la porta - Io vado …fate… Ehm…buon riposo…-
Mary mi guardò come se avessi battuto la testa ma non le lasciai il tempo di dire nulla perché chiusi la porta correndo in coperta.
Dietro una coltre di nubi s'intravedeva la luna piena.
Mi guardai attorno Wilson non c'era. Risedetti vicino al timone accovacciandomi con le ginocchia vicino al petto. Chiusi gli occhi e appoggiai la testa sulle ginocchia sbuffando.
Quell'incubo mi aveva letteralmente spiazzato. Sembrava così reale…quasi …come un flashback…
D'un tratto una mano mi toccò la spalla facendomi spaventare:
- Wilson!!Diamine mi hai fatto prendere un colpo!!-esclamai
Il ragazzo si sedette vicino a me ridendo: - Come sei impressionabile…-disse
- Chiunque si sarebbe spaventato colto così di sorpresa ti pare?!- ero di pessimo umore e di questo anche Wilson se ne era accorto.
Cacciò dalla tasca una mela e me la porse: - Prendi…non hai mangiato niente né oggi né stasera.-
Gli sorrisi prendendolo in giro : -Come siamo premurosi eh?!-
- Veramente ho sempre qualcosa da mangiare con me. Non si sa mai …- rispose facendomi l'occhiolino.
Quel ragazzo riusciva sempre a farmi tornare il buon umore quando ero giù di morale.
Poi, ora che ci pensavo, avevo un po' fame. La presi ringraziandolo e cominciai a mangiarla.Poi mi decisi a parlare: - Wilson…chi è questo Stone?-
- Non sappiamo neppure se è lui la persona di cui parlava Elis…-
- Ti prego…- dissi-…ho bisogno di sapere…-
Wilson si voltò a guardare davanti a sé :- E' un bastardo…ma non sono io la persona che dovrebbe parlartene…-
- E' Jack?-
Il ragazzo annuì
- E' stato lui a ucciderlo anni fa…-
Una voce estranea interruppe Wilson.
Entrambi ci voltammo. Davanti a noi il Capitano con le braccia conserte e il capo chino da un lato ci guardava come per rimproverarci:
- Dolcezza…-mi disse- …non dovreste impicciarvi degli affari che non vi riguardano…-
Guardai Jack dritto negli occhi: -Invece mi riguardano eccome- affermai con decisione
-E cosa te lo fa credere?- chiese lui
-Faccio anche io parte della ciurma!!!-
-Oh!non lo metto in dubbio …ma questa è una faccenda che riguarda solo me!
sentenziò il capitano.
- Non se ci va di mezzo altra gente!!- sbottai
Una strana espressione si tinse sul volto di Jack :
- Stone è affare mio e non permetterò che ci vada di mezzo altra gente…non lo permetterò…ora tesoro ti lascio al tuo turno di guardia…-si voltò e fece per andarsene. Mi alzai di scatto.
Volevo fermarlo ma Wilson me lo impedì: - Lascialo stare…ora non è il momento….-
Perché quelle sensazioni che provavo non erano nuove per me? Perché sentivo tutto questo anche come un problema mio?



Il giorno dopo:
- TERRA IN VISTA!!!- urlò Cyd dall'albero maestro. Eravamo arrivati. Jack guardava con il suo cannocchiale l'isola di Tortuga.
Fissavo il capitano ma non volli avvicinarmi temendo che fosse adirato con me per la sera prima.
Una pioggia scrosciante cominciò a cadere .
Mary mi si avvicinò. Le avevo confidato tutto quello che era accaduto : - Coraggio va a parlarci…- mi disse
- E se ce l'ha con me?-
- Non lo saprai mai se non vai…Forza, questa insicurezza non è da te-
- Hai ragione!!-risposi
Trassi un respiro profondo e mi avvicinai a Jack:
- Hei…-dissi -…bella giornata per tornare eh?…-
Lui si voltò verso di me . La pioggia cadeva imperterrita eravamo tutti zuppi dalla testa ai piedi. Ci sfuggì una risata. Poi tornando seria gli dissi :- Scusa per ieri …non avrei dovuto insistere su quella faccenda…-
- Tranquilla tesoro…-disse lui lanciandomi uno di quegli sguardi che solo lui è in grado di fare - …è normale essere preoccupati…-
- Non…non è solo questo…-dissi quasi sotto voce
Jack mi guardò con aria interrogativa
- E' come se tutta questa ansia l'avessi già vissuta…questa paura…-
Dall'espressione che fece sembrava avermi capito:
- Capitano! L'Evil Rose si sta avvicinando- Disse John
- Bene…gettate l'ancora. Calate una scialuppa. Mary, Wilson , Rob, Joe e Dale venite con me a terra. Tutti gli altri restino sulla nave. Aspettate un mio segnale per scendere o salpare.
Arrivammo sull'isola. Anche Elis e Drake avevano calato una scialuppa portandosi quattro uomini.
Un lampo squarciò il cielo subito seguito da un tuono.
Arrivammo in città e tutto sembrava normale. Era Jack a guidarci come se sapesse dove andare. Arrivammo alla locanda di Black. Li capimmo che il capitano aveva visto giusto: cadaveri giacevano davanti all'osteria. Sentivo l'ansia salire sempre di più. Impugnammo le nostre armi. Quando entrammo vidi che tutto era distrutto. Ogni cosa ridotta a un ammasso di carcasse e tavoli distrutti o scaraventati vicino alle pareti
Sentimmo un rumore ci voltammo pronti ad attaccare, quando Jack si accorse che a terra dietro al bancone tra i vetri rotti delle bottiglie di liquore c'era Black…ancora vivo…
Velocemente cercammo di aiutarlo bloccando il sangue che usciva dalle ferite.Aveva il viso conficcato da schegge di vetro:
- Lasciate stare …ormai non serve più - sussurrò stentatamente
- Chi ti ha ridotto così?… - chiese Jack -… è stato lui?…-
-Jack….-un rivolo di sangue usciva dalla bocca dell'uomo ogni volta che cercava di parlare
- E' STATO LUI??-
Black annuì.
Vidi lo sguardo di Jack raggelarsi
-Ascolta …-disse l'uomo -…prendi il modellino del vascello…Stone cerca una cosa… una cosa che mi affidò mio fratello anni fa per proteggerla c'è… anche un tesoro…-dei colpi di tosse lo costrinsero a fermarsi-… un tesoro talmente grande che neanche la più fervida mente può immaginare.- si fermò per un attimo poi con affanno continuò-… Lui ha preso una parte della mappa…ma …senza il vascello..non troverà nulla… Ray sarebbe orgoglioso di te …-
Jack lo guardò esalare l'ultimo respiro. Con una mano gli chiuse gli occhi : -Riposa in pace vecchio mio…salutami Ray…-
Non mi ero mai sentita così vuota come in quel momento….
- Jack…-lo chiamò Elis - …tutto bene?-
"Il passato è passato…bisogna vivere il presente e pensare al futuro…"anche questo voleva dire essere un pirata…
Il capitano annuì.
Dopo alcuni attimi di silenzio si voltò verso di noi con un mezzo sorriso :
-Prendete il veliero…c'è un tesoro che ci aspetta…-



continua……










































































































































I capitolo

… Avevamo da poco attraccato nella città di Tortuga.
Mary ed io nonostante ci sentissimo un tantino spaesate, rimanemmo colpite da quella città che chiunque avrebbe definito un rozzo cumulo di pirati puzzolenti di rum e prostitute ma per noi era molto di più… per me era tutto…
Poter finalmente lasciare alle mie spalle il passato che in fondo non mi era mai appartenuto e man mano diventava sempre più offuscato. Liberare ciò che avevo dovuto reprimere fino ad allora; i miei istinti, la mia sete di avventure e di divertimenti senza freni…la Black Pearl era la nave che ci aveva trovate mentre vagavamo su una piccola scialuppa sotto il sole cocente del mar dei Caraibi.
Ma non aveva nessuna importanza come ero arrivata su quella nave ora perché nel mio cuore avevo sempre saputo che la mia vita sarebbe stata diversa da come gli altri se l'aspettavano e che Mary provava le stesse cose.
Quando eravamo due bambine, eravamo solite scappare nella foresta e giocare ai pirati, arrampicandoci sui rami degli alberi fingendo di possedere una nave.
- Signore… benvenute a Tortuga!!-esclamò Jack ondeggiando la mano davanti a noi come era suo solito fare.
Jack Sparrow era il comandante della nave un tipo molto strano con i suoi modi di fare sembrava perennemente ubriaco.
Ma i suoi occhi furono la prima cosa che notai quando aprii gli occhi e lo trovai a pochi centimetri dal mio viso…
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
FLASHBACK
"…Mi resi conto di essere sdraiata sul ponte di una nave. Sentivo una forte debolezza negli arti e avevo sete.
Rimasi a fissare quegli occhi per po', non dissi nulla. Erano così profondi… fu lui a rompere il silenzio:
- Dolcezza ti sei ripresa?-
Dolcezza?! Lo spinsi alzandomi a sedere con forza. Mi girava la testa per il troppo sole.
Quando riuscii a focalizzare ciò che mi circondava capii:
Pirati… siete dei pirati…- scoppiai a ridere. Mi alzai barcollando sotto lo sguardo
Stupito e in un certo senso divertito della ciurma.
- Dov'è la mia amica?- domandai acquistando stabilità
- Sta bene dolcezza è sottocoperta sta mangiando un boccone- mi rispose quello
Strano pirata. Si avvicinò ondeggiando, poi si tolse il cappello lasciando scoperta la bandana color rosso fuoco che aveva, e s'inchinò:
- Capitano Jack Sparrow … per servirvi…-
- Bene capitano!- dissi -penso che anch'io manderò giù qualcosa…- feci per
Andare:
- Non così in fretta!- sentenziò Jack che si rimise il cappello e avvicinandosi ancora
di più a me disse:
- Se permette, cosa ci fanno due dame vestite da uomo nel bel mezzo dell'oceano? Signorina…-
- Sono JOE! E sono scappata di casa con la mia amica…-
- E di grazia, perché?-
- Non sono affari che vi riguardano CAPITANO!…-
Quella provocazione stupì Jack che però subito dopo, chinando il capo da un lato, roteò su se stesso verso il resto della ciurma con un'espressione di finto sconvolgimento per poi tornare rivolto verso di me.
Alzò l'indice verso la mia faccia e disse: -…Lo sapete che con un pirata non si scherza? Specie se vi trovate sulla sua nave…-
Ma chi ha detto che scherzavo?-
- Non mettetemi alla prova… signorina…-
- IL MIO NOME E' JOE! E per vostra informazione CAPITANO! Non ho per nulla paura delle vostre minacce! So difendermi benissimo!-
Jack scoppiò a ridere:
-A me una spada!- gridò
Subito un vecchio ciccione barbuto gli cedette la spada: - Grazie John!-
Poi il capitano la porse a me: - Fammi vedere di cosa sei capace…JOE…-
Guardai la lama lucente, poi guardai i suoi occhi, di nuovo la lama e stavolta senza esitazione, afferrai la spada. Sferrai qualche colpo nel vuoto. Adoravo le spade.
Mi volsi verso Jack che intanto non mi aveva tolto gli occhi di dosso forse perché sorpreso dal mio spirito combattivo: - Bene!-
Sguainò la sua con un ghigno malizioso. Potevo sentire gli occhi di tutti su di noi, qualcuno ridacchiava anche.
Cominciammo a batterci, fui la prima ad attaccare. Mi teneva testa facilmente.
In fondo era lui il capitano! :
Per essere una donna te la cavi bene con la lama…- disse lui
- Strano…- ribadii io continuando a combattere -…stavo per dire la stessa cosa di
te!…-
Qualcuno nella ciurma rise: - Touchè!- sentenziò Jack che però poi disse:
- C'è solo una cosa…- con due colpi di spada mi disarmò costringendomi a retrocedere verso l'albero maestro fin quando la mia schiena toccò il legno caldo sotto i raggi del sole. Abbassò la spada e, senza darmi il tempo di dire o fare nulla, mi baciò sulle labbra, disse: - …una donna non fa questo…-
Tutti scoppiarono a ridere.
Io livida di rabbia, gli sferrai un pugno in faccia:
-MA QUESTO LO FANNO !!!E DELLE VOLTE ANCHE DI PEGGIO!!QUINDI RITIENITI FORTUNATO!-
Jack mosse la mascella, poi mi guardò:- Wow! Che donna! -
- Hei che succede?- la voce di Mary ci fece voltare verso di lei che mi corse incontro:
- Joe che hai combinato?!-
- Io? Niente…domandalo a quel farabutto idiota…- Mary mi zittì mettendomi una
mano sulla bocca: - …Che ci ha salvate !- finì lei con un'aria di rimprovero nei miei riguardi.
Si volse verso Sparrow: - Vogliate scusarla capitano, ma delle volte è un po' …troppo impulsiva…- disse lanciandomi un'occhiataccia. Abbassai lo sguardo infuriata.
Vedo…- disse Jack divertito
- Tuttavia non posso fare a meno di ammirarla .. ha la stoffa del pirata…- quelle
parole mi scombussolarono .
Essere un pirata era sempre stato il sogno della mia vita. Alzai la testa e vidi che Mary mi stava sorridendo .
Si volse poi verso Jack :- Oh! beh sapete io e Joe…-
- Abbiamo fame e siamo stanche!- la interruppi.
Anche se sapevo che Sparrow non aveva creduto alle mie parole, mai e poi mai gli avrei chiesto di far parte del suo equipaggio .Ero troppo arrabbiata per ciò che era successo : - Bene …- disse Jack continuando a guardarmi- Per di qua… e per favore Mary dammi del "tu"-
- Va bene -
Ci condussero sotto coperta in una cabina: - Riposatevi e mangiate a sazietà ci rivedremo più tardi … per qualunque cosa chiamatemi …- e dopo un breve inchino, mi sorrise maliziosamente e se ne andò.
- Ma sei matta?- mi disse Mary mentre prendevo un pezzo di pane con del formaggio e dell'acqua per poi buttarmi sul letto.
- ?-
- Abbiamo passato tutta la vita a fare progetti per realizzare il nostro sogno e ora che siamo a tanto così dal raggiungere il traguardo…mandi tutto al diavolo???-
Smisi di mangiare. Mi volsi verso di lei : - Ha osato farsi beffe di me… davanti a tutti!-
- Oh! Andiamo!! Non puoi certo dire di non avergli tenuto testa.. e poi di la verità… so che tipo sei…quel bacio ti è piaciuto…-
- Mhh…- cercai di apparire indifferente ma in realtà quel bacio mi era piaciuto
eccome . Quell'uomo era così strano e attraente allo stesso tempo …
- E va bene … gli parlerò per chiedergli se ha bisogno di qualcuno nella sua ciurma…ma ora voglio dormire…-
Mi voltai dandole le spalle e chiusi gli occhi.
Mi svegliai qualche ora dopo. Mary non c'era. Uscii dalla cabina e salii sul ponte.
Vidi vicino alla prua Mary in compagnia di una giovane. Parlavano serenamente.
Decisi di non disturbarli . Mi sedetti su una cassa di rum, a guardare il tramonto.
Respirai l'aria profumata di salsedine che mi carezzava il viso; chiusi gli occhi per godere meglio quel momento:
- Attenta dolcezza, sei seduta sul mio adorato rum!- Capii subito a chi apparteneva quella voce alle mie spalle così non mi voltai: - Jack-
- Capitano Jack per il mio equipaggio-
Mi voltai di scatto verso di lui che guardava il mare colorato dall'arancione del crepuscolo: - HAI ORIGLIATO!!!-
Alzò l'indice voltandosi verso di me: - Ah! Non è esatto!! In realtà voi parlavate ad alta voce ed io non posso farci niente se ho un buon udito. Allora… ci state?-
Mi tese la mano.
-…Ci stiamo…- gliela strinsi
- Bene! Allora stasera, avremo di che festeggiare quando arriveremo a Tortuga…-
Il mio cuore prese a battere forte. Tortuga la città dei pirati …Wow non ero più nella pelle
- Ah! A proposito..- ribadì lui alzandosi - … sono contento che ti sia piaciuto il bacio di oggi volendo potrebbero essercene altri in futuro… -
In quel momento gli avrei spaccato la faccia se non fossi stata così felice per tutto ciò che stava accadendo…
FINE FLASHBACK
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- Bene che ne dite di andare a mangiare qualcosa dal vecchio Black?- chiese Rob (il giovane che aveva conosciuto Mary)
- Dipende…- dissi - C'è del buon rum?-
- Oh oh!!! Abbiamo una bevitrice di rum…- esclamò Jack.
Mary mi strattonò per un braccio: - Che ti prende?…tu non lo hai mai bevuto il rum…- mi sussurrò
- Appunto. Ora è il momento di iniziare…ora siamo libere, goditi la vita!!- feci cenno verso Rob. Lei arrossì: - Ma tu stai attenta - disse -questi sono pirati!-
- Si ma anche noi - le ricordai. Sorrise.
Infondo Mary era quella che mi cacciava sempre dai guai mentre io ero quella pazza che non aveva paura di esagerare. In niente.
Mi voltai verso Jack : - Bene . Capitano, mi faccia strada!-
Lui mi guardò e ridendo s'inchinò e disse: - Con molto piacere madame!-
Non so esattamente ciò che quell'uomo suscitava in me. Era così strano e attraente allo stesso tempo. Forse mi piaceva.
Mi divertiva stuzzicarlo, ed essere stuzzicata da lui.
Entrammo nella locanda non molto lontana dal porto e decidemmo di sederci un po' in disparte , per mangiare in santa pace ed evitare che qualcuno nello scazzottarsi ci venisse addosso.
Mi guardai attorno presa da quell'ambiente così accattivante. Uno stagnante odore di liquori riempiva il locale e mi piaceva. Una cosa mi colpì particolarmente.
Dietro al bancone, dove si trovavano le bottiglie di liquore, c'era il modellino di un vascello pirata abbastanza grande e ben definito nei particolari:
- Bello eh?!- disse Jack -quel modellino è l'orgoglio di Black, il suo più grande tesoro -
Non mi girai a guardarlo e, con fare indifferente, mi appoggiai allo schienale della sedia guardando il tavolo :
- Se è il suo più grande tesoro, mi dici come fa a tenerlo così esposto? Chiunque potrebbe colpirlo e romperlo …-
- Ma tu non conosci Black…- s'intromise Rob
Senza muovermi, volsi lo sguardo verso il ragazzo con aria interrogativa. Poi una voce alle mie spalle disse: - Esatto. Non mi conoscete…altrimenti sapreste che nessuno osa neppure avvicinarsi .
Mi voltai e vidi uomo sulla sessantina dall'aspetto piuttosto simpatico
- Rob, capitano Sparrow…era da molto che non vi facevate vivi…e il resto della ciurma?-
- Sparsi per Tortuga …- rispose Jack
- Vedo due facce nuove…- disse l'uomo volgendosi verso Mary e me
- Due nuovi componenti dell'equipaggio, siamo qui per festeggiare - raccontò Jack
- Ah! Quindi d'ora in poi avrò due nuove clienti…-
- Oh beh! Dipende da come si mangia e dal rum che avete…- dissi io facendo
scoppiare a ridere Black: - Quindi vi porto il solito?-
- Si amico mio…-
Se ne andò lasciandoci li .Poco dopo tornò portandoci tre bottiglie di rum:
- La cena arriverà tra poco, intanto dissetatevi un po'-
Jack ne prese una e versò il liquore in tutti i bicchieri :- Voglio brindare all'arrivo di due nuovi pirati MARY e JOE!! - poi tutto d'un fiato buttò giù il liquido subito seguito da Rob:
- Ehm! Io preferisco andarci piano …- disse Mary
- Oh ! Non c'è problema. Non c'è problema…ognuno qui è libero di fare o non fare quello che vuole-
Poi Sparrow si voltò verso di me: - E tu Joe? Ti unisci in pieno ai nostri festeggiamenti? -
- In fondo è anche per me se festeggiamo. Perché no?-
Senza pensarci due volte mandai giù tutto d'un fiato il liquido che mi lasciò una scia infuocata man mano che scendeva in gola e nello stomaco.
Chiusi gli occhi reprimendo un colpo di tosse :
Wow! Niente male…-
- Niente male davvero …- disse Jack con un sorriso provocatorio; probabilmente
aveva capito che quella era la prima volta che bevevo.
Poco dopo arrivò Black con un bel po' di cibo. Mangiammo a sazietà scolandoci due bottiglie di rum. Anche Mary bevve, ma non più di un bicchiere
Io esagerai un tantino (anche se dopo due bicchieri ero già in tilt) insieme a Jack .
Con la differenza, però che lui sembrava avesse bevuto semplice acqua.
Bene…- dissi -…abbiamo mangiato, bevuto e chiacchierato…ora che si fa?-
- Io sono stanca morta -disse Mary- penso che me ne tornerò alla nave-
- Anch'io- aggiunse Rob
- Io non voglio andare già a dormire …la notte è ancora giovane. Rimarrò qui ancora un po'. E tu Jack cosa fai?- gli chiesi poi
- Resto anch'io. Non ho per nulla sonno dolcezza.-
- NON CHIAMARMI DOLCEZZA!!! Ah! Mary…- chiamai poi la mia amica. Lei si avvicino ed io le sussurrai: - Non spassartela troppo mi raccomando…-
- Joe tu sei ubriaca. Forse non dovrei lasciarti sola…-
- Non dirlo neppure ! e poi…io non sono ubriaca…-
- Noo!?-
- Beh! Forse un po' brilla …comunque vai!-
- Hei signore…- disse d'un tratto Jack- …lo sapete che è da maleducati parlare nell'orecchio?-
- Oh mi scusi…non accadrà più…- poi feci un occhiolino a Mary che mi sorrise divertita :-Allora … andiamo…- disse poi .
- Buona notte e non fate tardi -
Jack e io rimanemmo li ancora un po' a bere altro rum e a chiacchierare dei pirati e della sua nave.
- Dimmi una cosa…- Jack si avvicinò a me come un bambino che deve confessare il suo più importante segreto ad un amichetto - …cosa vi ha spinto a fare quello che avete fatto?-
- Tu fai troppe domande..- risposi versando altro rum nel mio bicchiere
- Comunque sono stanca di stare chiusa qui dentro. Voglio fare quattro passi-
- Va bene…-
Non appena mi alzai, vidi che tutto ciò che avevo attorno girava come in un vortice
- Wow! Fermate il mondo voglio scendere!!
- Di solito il rum fa questo effetto le prime volte. Ma poi ci si abitua…- disse Jack
- Hei !!Vedi che non è la prima volta rum!- ma nell'alterarmi persi l'equilibrio e fui
presa subito da Jack.
- Ah no?!…non si direbbe..- disse divertito.
Barcollando, uscimmo dalla locanda dopo che il capitano aveva lasciato due monete d'oro sul tavolo.
Appena fuori, respirai a pieni polmoni l'aria notturna. Poi mi resi conto di essere ancora tra le sue braccia: - Vedi che so camminare da sola!!! Non sono ubriaca… forse un po' brilla - gli dissi spingendolo con forza
- Hei calma! Calma!- disse Jack -…volevo solo aiutarti …-
Scoppiai a ridere: - Tu? iutarmi?Andiamo! Lo so cosa vuole uno come te da una ragazza ubriaca fradicia. Ma io non sono come le altre e non sono ubriaca!-
Jack s'impostò davanti a me impedendomi di continuare a camminare : - Ti rendi conto che stai ripetendo di continuo di non essere ubriaca ?!-
- Uff!!! Ma che vuoi?- ero tremendamente scocciata.
- Voglio che mi rispondi alla domanda che ti ho fatto prima!-
- Cioè?- gli chiesi scansandomi per poi riprendere a camminare fino a ritrovarci nel porto.
- Voglio sapere cosa vi ha spinte a scappare e a voler diventare due pirati!-
- Ma perché non ti fai gli affari tuoi?!-
Jack Sparrow era capace di farmi andare su tutte le furie.
- Perché devo sapere che tipi sono i membri della mia ciurma -
Mi fermai. Potevo sentire dal porto, il chiasso dei pirati che cantavano e chiacchieravano nelle locande vicine.
- Se non ti fidi di noi, mi dici perché ci hai prese nel tuo equipaggio?-
- Perché ho subito ammirato la tua impulsività, e la freddezza della tua amica nelle situazioni più difficili-
Fui colpita dalle sue parole che sembravano sincere .
- Beh! Il motivo è semplice. Non ho mai sopportato le regole. Tantomeno le aspettative che tutti avevano nei miei riguardi. Scoprii che l'amicizia che mi legava a Mary era collegata a quello che entrambe ci aspettavamo dal futuro grazie a una persona che una volta mi disse "tu sei quello che decidi di essere e quando saprai cosa fare della tua vita , non lasciare che nessuno ti fermi"-
Mi voltai verso il mare. Poi mi girai verso la città : - Questo è ciò che ci aspettavamo!- cominciai a girare su me stessa con le braccia spalancate come per accogliere il mondo nel mio vortice.
Ma la testa mi girava talmente che caddi a terra ridendo:
- Sei la persona più pazza che conosca…- disse Jack chinandosi verso di me per aiutarmi ad alzare. Ci trovammo viso contro viso -…e la più attraente …-
gli sorrisi: - Stavo per dirti la stessa cosa …devo essere totalmente ubriaca…-
So per certo che l'avrei baciato se un conato di vomito non avesse preso il sopravvento.
Mi girai appena in tempo .
Quella notte vomitai anche l'anima.






continua……

Dreamy Butterflies